Intento dell’Anniversario celebrare la tradizione ma anche guardare al futuro. 

In tal senso presentato nel corso della serata,  il libro “Napoli 1960 – Il Ballo Serra di Cassano, le Olimpiadi della Vela e la Dolce Vita” (Paparo Editori). In occasione dei 2500 anni della città di Napoli.

Il volume celebra la ricorrenza del 65esimo anniversario delle regate veliche napoletane, nell’ambito dei Giochi della XVII Olimpiade, e l’indimenticato “Ballo dei Re” che si tenne a Palazzo Serra di Cassano il 3 settembre 1960 con re e regine di tutta Europa.

Ma il festeggiamento  è stato anche  occasione per annunciare uno storico accordo di collaborazione tra il Circolo Savoia e Team New Zealand in vista dell’America’s Cup di Napoli 2027, alla presenza di Grant Dalton, CEO del defender del trofeo velico più antico del mondo.
“Come team, anche se rappresentiamo il Royal New Zealand, l’Oscar, resteremo neutrali. Resteremo il più neutrali possibile, e ci assicureremo come team di cercare di coinvolgere il pubblico il più possibile. Sappiamo che non siamo il team italiano, ma vogliamo essere il più possibile accoglienti con la gente di Napoli. Non ci affilieremo direttamente con il club come team. Come club è diverso, ma come team, no. I club sono club. Anche se rappresentiamo un club, resteremo neutrali a Napoli. Penso  che se ci fossero due team italiani, i club giocherebbero un ruolo. Ma come team neozelandese, non pensiamo che ci sarebbe un beneficio per noi.” Così, Grant Dalton, Chief Executive Officer del Team New Zealand, parlando con i giornalisti in occasione dell’evento.
“Non credo – ha detto Dalton, riferendosi alla 38ma edizione della America’s Cup Louis Vuitton che si svolgerà a Napoli nel 2027 – che  sarà lo stesso come nel 2012. Penso che sarà dieci volte più grande. Abbiamo avuto 1,8 milioni di persone nel villaggio a Barcellona. E quello era un paese che non partecipava all’America’s Cup. Un paese senza storia nella Coppa America. Il 25% di tutti i media dell’ultima Coppa America è stato consumato in Italia. È tutto il mondo. Quindi strategicamente, avere l’opportunità di portare la Coppa a Napoli farà espandere la Coppa. E credo di aver parlato con Max Sirena. Gli ho parlato stasera. E continua a dirmi quanto grande sia l’interesse. E leggiamo la stampa. Sarà una grande America’s Cup.” “In un certo senso – ha specificato il CEO del Team New Zealand – Barcellona ha creato quell’effetto stadio, ma  non era una baia, mentre qui c’è una baia tipo anfiteatro. Abbiamo avuto molta gente sulle spiagge e in giro a guardare l’ America’s Cup a Barcellona. Ma qui è tutto più concentrato. Quindi amplifichera’ di più la folla. E come evento è importante.”

“Non possiamo davvero – ha spiegato – rivolgerci solo a qualcuno. In un certo senso, il nostro pubblico di riferimento non è chi può permettersi di stare in barca sull’acqua. Il nostro pubblico di riferimento è chi non può permetterselo, ma è interessato, vuole far parte dell’evento a Napoli, e dobbiamo pensare a queste persone.”

“Vogliamo i tifosi di calcio. Quello –ha detto il CEO del Team New Zealand, Dalton  – è il nostro pubblico, il pubblico che vogliamo attrarre. Avremo le persone sulle barche, avremo i superyacht. Va benissimo. Avremo Louis Vuitton, ma vogliamo i tifosi di calcio. E su questo misureremo il nostro successo.”

“Tifo per il Napoli, naturalmente il colore che indosso stasera non è scelto a caso” – ha aggiunto –  mostrando la camicia azzurra.

“I primi contatti con Team New Zealand risalgono al 2017: l’intesa, che non si concretizzò nei tempi canonici a causa delle incertezze generate dalla pandemia, ha trovato nuova linfa con l’assegnazione dell’America’s Cup a Napoli”, ha affermato  il presidente del Circolo Savoia, Fabrizio Cattaneo della Volta. “Questa occasione ha permesso di riallacciare i contatti e di avviare un dialogo solido, culminato nel gemellaggio ufficiale siglato nei primi giorni di luglio. Ricordo che il nostro Circolo vanta due partecipazioni alla Coppa America con un socio, Vincenzo Onorato, e un equipaggio napoletano, Mascalzone Latino: nel 2003 proprio ad Auckland, in Nuova Zelanda, e nel 2007 a Valencia (Spagna)”.

Vela, ma non solo.  “Guardiamo al futuro con molta attenzione, tra i nostri tesserati c’è un giovane campione del wingfoil, Ernesto De Amicis: questo sport permette ai velisti di planare sull’acqua e ha avvicinato al mare le nuove generazioni”.
Fabbrica di campioni il Circolo Savoia , ma anche “organizzatori perfetti e puntuali di grandi eventi. Come gli European Match Race 2025, la Global Team Regatta 2024, l’Eastern Hemisphere Championship Star 2022, il 2K Team Race con i grandi circoli di tutto il mondo come il New York Yacht Club e Royal Thames Yacht Club di Londra. E proprio nel 2027 organizzeremo il Campionato del Mondo Star nel golfo”.
Anche il canottaggio è un fiore all’occhiello del Circolo con podi e successi in tutti i campi di regata: da ultimo, lo scorso weekend, il RYCC Savoia ha conquistato al Festival dei Giovani di Varese il successo nella Coppa Filippo Mondelli, assegnata in base al numero dei podi totalizzati, ben quattordici con diciotto atleti.
“Certamente gli undici uomini che il 15 luglio 1893 fondarono il Circolo Canottieri Sebezia (poi diventato RYCC Savoia) sulla Banchina Santa Lucia non potevano immaginare che la loro sportiva unione si sarebbe fatta strada così prepotentemente nello scenario internazionale”, evidenzia il presidente Cattaneo della Volta. “Una storia fatta di grandi trionfi e onorificenze: il Collare d’Oro e la Stella d’Oro al Merito Sportivo del Coni, le medaglie olimpiche di Nino Cosentino nella vela (Roma 1960) e Matteo Castaldo nel canottaggio (Rio 2016 e Tokyo 2021). Ma anche la Prada Cup di Emanuele Liuzzi e Pierluigi De Felice con Luna Rossa e tutti i successi di atleti giovani e non in Italia e nel mondo”.