UDINE – Neppure il Signor Var, che pure aveva “avvertito” gli azzurri con due interventi decisivi per annullare due reti agli indemoniati giocatori dell’ Udinese, è riuscito a svegliare la truppa di Conte crollata, in Friuli, bissando l’ opaca prestazione di Champions League a Lisbona. Senza forze fisicamente, mentalmente spenti e con la sola forza della disperazione che li ha portati a cercare il gol del pareggio negli ultimi quindici minuti, gli azzurri hanno perso meritatamente una partita che non li ha mai visti cercare di diventare protagonisti del proprio destino. Si sapeva che l’ Udinese l’ avrebbe messa sul piano fisico ma questo Napoli non è stato mai in grado di contrastare i bianconeri friulani, concentrati, ben messi in campo e decisi a riscattare contro i campioni d’Italia la sconfitta interna di sette giorni prima contro il Genoa.
Eppure l’ occasione che si presentava a Di Lorenzo e compagni era davvero ghiotta per diventare capolista solitaria e lanciare l’ennesimo guanto di sfida alle due milanesi. Il Milan che aveva pareggiato in casa contro il Sassuolo sarebbe dovuto diventare il…doping mentale per una squadra che doveva avere l’ orgoglio, volontà e voglia di buttare il cuore oltre l’ostacolo al di là delle oggettive difficoltà atletiche dovuta ad una…coperta corta per via di infortuni muscolari su cui val la pena riflettere.
Né vale la pena dissertare su un discreto primo tempo durante il quale però è sembrato che la squadra si accontentasse di gestire col palleggio lento il gioco piuttosto che cercare di afferrare alla gola la zebra friulana che, dopo un inizio titubante, ha preso man mano coraggio diventando padrona del campo anche grazie a un gioco molto più maschio e deciso di quello del Napoli. Un paio di incursioni azzurre, la più pericolosa al decimo con un cross dalla sinistra di Spinazzola sul quale era bravo Bertola ad anticipare Hojlund in calcio d’angolo, erano gli unici spunti azzurri pure sospinti da oltre Quattromila tifosi sugli spalti. E tutti si aspettavano un secondo tempo in grado di evidenziare le differenze di tecnica e qualità tra le due formazioni certificate dal meno 13 punti in classifica dell’ Udinese.
Ma evidentemente il Napoli aveva già dato il meglio di sé nella prima frazione perché la ripresa vedeva il dominio totale, fisico, tecnico e tattico della squadra di Runjaic spinta da un sontuoso Zaniolo in avanti e da un trio di centrocampo, Piotrowski-Karlstrom- Ekkelenkamp, in grado di impedire qualsiasi tentativo di costruzione o ripartenza agli omologhi napoletani. Cosi tra il 51′ e il 69′ l’ Udinese trovava prima il gol con Davis che ribatteva in rete una respinta di Milinkovic, poi una traversa con Piotrowsky(59′) e infine un gran gol di Zaniolo annullato da Sozza su intervento del Var per un fallo su Lobotka. Gli ingressi di Politano e Lobotka al posto di Lang e Beukema non erano serviti a cambiare l’ inerzia della partita. Anzi gli affanni tattici e fisici del Napoli sempre più chiari davano ancora più foga ai friulani che trovavano la rete buona al minuto 73 con un gran gol dal limite di Ekkelenkamp. In balia degli avversari e dei propri oggettivi limiti attuali neanche gli ingressi di Olivera,Gutierrez e Lucca, in campo a fare coppia con Hojlund, più Politano e Neres sugli esterni, davano gli effetti sperati da Conte. Solo una disperata reazione d’orgoglio che salvava almeno la dignità degli azzurri e trovava in una conclusione volante di Lucca sull’ esterno della rete di Okoye il momento migliore. Poco, troppo poco per un Napoli che sembra aver nuovamente smarrito quella grinta quella ossessione di vincere e quella “fame di vittoria come Conte” che il presidente De Laurentiis aveva invocato in settimana quasi a mo’ di presagio. Per fortuna la classifica è corta e in un campionato modesto come l’ attuale due punti dal primato sono recuperabilissimi. Ma servono unità d’intenti, la volontà e la forza di un gruppo in grado di superare anche gli oggettivi limiti attuali dovuti agli infortuni e ad una coperta…corta da … allungare anche col “rischio” di strapparla.
