NAPOLI – Il Movimento Qualità della Vita richiama l’attenzione sulle criticità strutturali che continuano a colpire la Campania, sottolineando come molte emergenze territoriali riemergano puntualmente in coincidenza con le scadenze elettorali, senza che venga affrontato il nodo di fondo di una programmazione realmente orientata al benessere collettivo.
A esprimere questa posizione è Domenico Esposito, ideologo del Movimento e presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita, secondo cui “la realtà quotidiana della Campania descrive un quadro di sofferenza strutturale, dove il sistema dei trasporti, la sanità pubblica, l’istruzione, gli ecosistemi produttivi e l’ambiente urbano mostrano segnali evidenti di declino”.
Per il Movimento Qualità della Vita, la Regione Campania vive una progressiva riduzione degli standard di vivibilità, anche a causa di un contesto economico e amministrativo che tende a privilegiare logiche di spostamento delle risorse rispetto a investimenti territoriali mirati sulle emergenze reali. In questa lettura, il peggioramento della qualità della vita non è il risultato di singole inefficienze, ma l’effetto di uno squilibrio sistemico che investe più settori contemporaneamente.
Tra i principali fattori di criticità indicati dal Movimento vi è il trasporto pubblico locale. Le linee EAV, Circumvesuviana e Cumana continuano a registrare disservizi che, secondo il Movimento, isolano intere aree metropolitane e compromettono concretamente il diritto alla mobilità. A questo si aggiunge il congestionamento automobilistico cronico della città di Napoli, con livelli di traffico che incidono pesantemente sui tempi di percorrenza, sulla produttività, sulla salute e, più in generale, sulla qualità della vita.
Il Movimento Qualità della Vita segnala inoltre come la sanità pubblica presenti criticità non più rinviabili. Le attese per esami diagnostici e interventi ordinari, come colonscopie o operazioni di cataratta, rappresentano, nella lettura del Movimento, un indicatore concreto di una difficoltà strutturale che finisce per gravare direttamente sui cittadini, ampliando disuguaglianze, disagi e insicurezze sociali.
Anche sul piano ambientale e urbano, il Movimento evidenzia un livello di rischio ancora troppo elevato. L’inquinamento, nella sua impostazione, non è soltanto una questione ecologica, ma un costo sociale che produce effetti diretti sulla salute pubblica, sulla spesa sociale e sulla tenuta complessiva del territorio. In quest’ottica, l’aumento del rischio ambientale contribuisce a ridurre sensibilmente l’indice generale di qualità della vita.
Altro nodo cruciale per il Movimento Qualità della Vita è il lavoro, inteso come presupposto di dignità personale e stabilità sociale. Il Movimento richiama la necessità di politiche strutturali di sviluppo dei settori produttivi fondamentali, capaci di rafforzare il mercato del lavoro e invertire una tendenza che vede la Campania nettamente al di sotto della media nazionale per tasso di occupazione, con una mancata partecipazione al lavoro particolarmente grave soprattutto tra i giovani.
Secondo il Movimento, parlare di sviluppo, sicurezza o progresso senza includere la qualità della vita nella pianificazione pubblica significa ignorare la base stessa di una società equilibrata. Per questa ragione, il Movimento Qualità della Vita sollecita un cambio di paradigma: una politica che torni a prendersi cura delle persone, dei giovani, della salute collettiva, della vivibilità urbana e delle condizioni che rendono una comunità realmente più giusta, evoluta e sostenibile.
