Presentato all’Acen (Riviera di Chiaia, 202) il libro fotografico “Il lavoro nella fotografia contemporanea” di Riccardo Marone e Giovanni Canestrelli, edito da Paparo.

Dopo i saluti del presidente dell’Associazione Costruttori Edili di Napoli, Antonio Savarese, ne hanno discusso il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la storica dell’arte Angela Madesani e la giornalista Titti Marrone.  Presenti gli autori.

 L’incontro è stato occasione  per l’inaugurazione  della mostra fotografica a cura di Carla Viparelli, che raccoglie una selezione di fotografie vintage.  L’esposizione sarà visitabile dal 13 aprile al 21 maggio, dalle ore 10 alle ore 17, presso la sede dell’Acen, alla Riviera di Chiaia 202 – Palazzo Ruffo della Scaletta.

 “L’Acen è aperta ai fermenti culturali e artistici della città e dell’area metropolitana di Napoli, perché siamo convinti che solo attraverso l’evoluzione culturale si potrà realizzare quel processo di crescita economica e sociale dei nostri territori, che passa per la consapevolezza del valore dell’impegno e della diffusione di condizioni migliori per tutti” –ha affermato il presidente dell’Associazione Costruttori Edili di Napoli, Antonio Savarese -, evidenziando:  “La nostra sede si configura sempre più come spazio civico, aperto, capace di accogliere eventi, mostre e momenti di approfondimento che mettano in relazione impresa, cultura e società. È una scelta consapevole, che rafforza il legame dell’Associazione con il territorio e contribuisce ad alimentare un dibattito qualificato sui temi dello sviluppo, dell’identità e della coesione sociale.”

 “Il lavoro nella fotografia contemporanea”

Il volume è composto da 478 fotografie sul lavoro nelle sue varie forme, realizzate da 180 tra i più grandi fotografi del ventesimo secolo, da Henri Cartier Bresson a Robert Capa, da Lewis Hine a Dorothea Lange, da Robert Doisneau a Edouard Boubat, da Willy Ronis a Martin Parr e, per quanto riguarda gli italiani, da Tina Modotti a Mimmo Jodice, da Luciano D’Alessandro a Gianni Berengo Gardin, da Oliviero Toscani a Fulvio Roiter, da Federico Patellani a Mario De Biasi, da Giulio Parisio a Luciano Ferrara.

 Tutte le fotografie fanno parte della collezione Rita e Riccardo Marone.

Una forte testimonianza sul valore e il senso del lavoro, un racconto per immagini che si concentra in particolare nella seconda metà del ‘900, realizzato con lo sguardo incrociato di grandi fotografi, di fotogiornalisti affermati e di fotografi per diletto. Un nucleo di fotografie, molte vere e proprie opere d’arte, altre potenti testimonianze, che sono entrate nella collezione perché hanno toccato la sensibilità dei collezionisti per l’attenzione a un tema che dovrebbe accomunare l’uomo senza differenze di sorta.

Il volume è un’ampia testimonianza di tutte le varie forme di lavoro, da quelle ormai quasi scomparse a quelle più moderne, suddivise in 14 tipologie, dai mestieri più antichi come il lavoro artigiano, il lavoro contadino, il lavoro a mare, il lavoro domestico, il lavoro nelle miniere, il lavoro all’aperto, ai lavori tipici dell’era moderna come il lavoro in fabbrica e in catena di montaggio, il lavoro di ufficio e il lavoro edile. Due capitoli, poi, sono dedicati alla mancanza di lavoro e, quindi, all’emigrazione e alla protesta.

Il libro è composto da 530 pagine e raccoglie una serie di riflessioni sul lavoro, che accompagnano le fotografie e le biografie dei 180 fotografi presenti con le loro opere.

 L’opera vede la sua realizzazione anche grazie al contributo della Fondazione Tridama.