Rafforzare le relazioni tra le due realtà e approfondire il tema dello sport come incontro, dialogo, identità e crescita sostenibile. Si è tenuto con questi intenti, in occasione dell’anniversario della nascita dell’Unione Africana, presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, la Giornata dell’Africa “Italia – Africa: culture in gioco”.
Alla sessione di apertura dell’evento, anticipata dalla firma della Convenzione MAECI-Fondazione Treccani, tesa a rafforzare ulteriormente la collaborazione tra la Farnesina e l’Istituto, punto di riferimento nella valorizzazione del Patrimonio culturale italiano, è intervento del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, introdotto dai saluti del Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani Carlo Ossola e del Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto per il Dialogo Italia – Africa, Vincenza Lomonaco, a cui sono seguiti gli interventi dell’Ambasciatore dello Stato di Eritrea, Decano del Corpo diplomatico africano in Italia, Fessahazion Pietros Menghistu, del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio e del membro del Comitato Scientifico di IDIAF, già vicedirettore generale del Dipartimento Africa e delle relazioni esteriori dell’UNESCO, Firmin Edouard Motoko.
Nel suo intervento il Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani ha posto l’accento sul rafforzamento del rapporto tra Italia e Africa, inteso come un partenariato fondato su dialogo, collaborazione reciproca e rispetto con l’idea guida che l’Africa debba essere guardata “con lenti africane”, cioè cercando di comprenderne la realtà dal suo punto di vista e non attraverso categorie esclusivamente europee.
Cultura come ponte tra Italia, Europa e Africa.
Insistendo sul fatto che l’Italia non debba sottovalutare l’interesse degli africani verso il dialogo con italiani ed europei, il Ministro Tajani ha sottolineato il ruolo della Treccani come ponte culturale tra Italia, Europa e Africa, richiamando l’importanza della cultura come strumento di incontro tra popoli.
“ L’Africa – ha detto – è un continente affascinante, estremamente ricco di diversità culturale, ricco di risorse naturali e geologiche, custode di civiltà antiche di grande valore storico.”
Cooperazione economica e sviluppo condiviso.
“Uno dei punti centrali è la necessità di costruire rapporti “win-win”, cioè vantaggiosi per entrambe le parti con l’obiettivo di valorizzare le risorse africane (materie prime, terre rare), favorire lo sviluppo economico locale, fare emergere la ricchezza a beneficio delle popolazioni africane e rafforzare i legami economici tra Italia e Africa” – ha specificato il Ministro Tajani, citando il lavoro svolto in tal senso attraverso la cooperazione allo sviluppo, il Piano Mattei e i forum imprenditoriali e business forum in vari Paesi africani tra i quali quelli di Mauritania, Dakar, Tunisia e Kenya, con un forum che a Roma che ha coinvolto oltre 400 imprese.
Salute e sostegno umanitario, fertilizzanti e sicurezza alimentare.
Nel richiamare la drammatica riduzione dell’aspettativa di vita infantile in alcune aree africane a causa della mancanza di vaccini, valorizzando il progetto Gavi(Gavi, The Vaccine Alliance) un’alleanza globale pubblico-privata nata nel 2000 per salvare la vita dei bambini e proteggere la salute nei Paesi a basso reddito, ampliando l’accesso alle vaccinazioni, considerato uno strumento fondamentale su cui l’Italia continuerà a investire, il Ministro Tajani ha riservato particolare attenzione alle questioni sanitarie e sociali così come, collegando il discorso energetico situazione internazionale (in particolare lo Stretto di Hormuz) non solo al tema energetico, ma anche a quello dei fertilizzanti ha definito la disponibilità di fertilizzanti essenziale per l’economia e l’agricoltura di molti Paesi africani.
Per questo – ha ricordato il Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale – è stata promossa una coalizione che coinvolge Paesi Med9, Paesi balcanici e Paesi della Lega Araba, mentre per la guerra civile in Sudan, definita “guerra dimenticata” l’Italia ha avviato il progetto Italy for Sudan, con l’invio di beni, mezzi, aiuti umanitari con l’obiettivo di alleviare le sofferenze di popolazioni colpite da guerra, morti e sfollamenti.
Ebola
Con la preoccupazione della nuova minaccia, ribadito anche l’impegno a sostenere le popolazioni colpite dall’Ebola.
Innovazione, scienza e spazio.
Nell’intervento del Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale la collaborazione è estesa anche ai settori scientifici e tecnologici con aree di interesse nell’innovazione, nella cooperazione scientifica, nel rapporto con le università africane e nella valorizzazione dei giovani talenti, ricordando la presenza di una base italiana in Kenya, la collaborazione con l’Unione Europea e l’ESA e considerando i satelliti strumenti importanti per l’agricoltura e il contrasto al cambiamento climatico.
Sport come strumento di dialogo.
Nel discorso del Ministro degli Esteri Tajani ha occupato una parte centrale del discorso lo sport, definito: ponte culturale, strumento di dialogo, luogo di confronto, cura della persona, parte integrante dello stile di vita.
Iniziative sportive
In tal senso sono state citate collaborazioni con Federazione Italiana Nuoto e FIGC con realizzate i Sudan e Senegal. Per la formazione sportiva è stato firmato un accordo con l’Università del Foro Italico per offrire borse di studio a giovani africani con l’ obiettivo di formare atleti e dirigenti sportivi.
Infrastrutture sportive
Con particolare attenzione al continente africano con l’Istituto per il Credito sportivo e culturale si sta creando un fondo destinato a infrastrutture sportive e occupazione giovanile.
CONI in Africa.
Come ulteriore segno del rafforzamento dei rapporti – il Ministro Tajani ha annunciato l’apertura della prima sede del CONI in Africa, in Sudafrica
Legami storici e umani tra Italia e Africa, ruolo dei giovani e delle Università
Insistendo sul fatto che i rapporti tra i due continenti siano antichi e profondi, costruiti attraverso il Mediterraneo con un legame definito storico, culturale e umano in termini di parità, fratellanza, collaborazione reciproca e non di subordinazione, con le università viste come uno strumento fondamentale di cooperazione per formare giovani talenti africani, favorire mobilità e studio in Italia e creare competenze utili sia per i Paesi di origine sia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani ha chiuso con un messaggio di fiducia nel futuro della relazione tra Italia e Africa con il richiamo ai forti concetti finali di:
-rafforzare amicizia e cooperazione;
– costruire partenariati concreti e reciproci;
-lavorare insieme su cultura, sviluppo, salute, innovazione e sport;
-usare lo sport come strumento privilegiato di dialogo internazionale.
I lavori a cui hanno preso parte personalità del mondo dello sport italiane e africane sono proseguiti con tre panel sui temi:
- Sport come patrimonio condiviso: identità, memoria e dialogo interculturale”
- Sport ed educazione: formazione, mobilità e nuove opportunità per i giovani”
- Sport e sviluppo economico: filiera, innovazione e cooperazione”,
La sessione conclusiva chiusa con gli interventi del Direttore Generale dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con Africa e Mediterraneo, Angelo Piero Cappello, dell’Inviato Speciale del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per il Piano Mattei, Massimo Riccardo e del Direttore Generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Trecani, Massimo Bray.
