L’Editoriale:

Di tutto quello che ho visto nella giornata di oggi, avendo seguito da giornalista e direttore di questa testata l’evolvere delle manifestazioni, dei cortei, del cosiddetto sciopero generale, della volontà rivoluzionaria del ‘blocchiamo tutto’, degli scontri con la solita Polizia, dello sbandieramento dell’anima occulta dell’ideologia sinistroislamista, quello che mi è rimasto impresso è questa immagine in copertina. Un ragazzo in età adolescenziale che tiene in mano un cartello che rappresenta la fine della nostra identità.

Dopotutto il tricolore, quello per cui nonni e bisnonni hanno combattuto sul Carso o nella guerra di resistenza al nazifascismo è stato già già cestinato con un click, e si sventola solo ed unicamente la bandiera palestinese, i più nostalgici quella rossa con la falce e martello.

Il nostro Paese è stato sostituito con il sentimento Pro-Pal di cui la stragrande maggioranza non sanno manco deve si geolocalizza; e poi il ragazzino per le strade di Benevento che con fierezza ostenta un cartello sul quale campeggia, non un motto rivoluzionario, ma l’apoteosi dell’ipocrisia, quella becera risultanza tra ignoranza assoluta e negligenza funzionale.

“NON SONO A SCUOLA PERCHE’ A GAZA LE SCUOLE NON ESISTONO PIU'” …

Verrebbe voglia di dire al giovane con il cartello in mano: Caro amico, tante città ucraine non hanno più le scuole, non hanno più i bambini e i giovani come te, perchè rapiti o massacrati senza pietà. Nemmeno in Sudan ci sono più le scuole, e nemmeno i bambini, perchè quelli che non uccidono direttamente li mandano a morire con un fucile in spalla. Che dire del Congo, dove le cose sono anche peggiori, ma dopotutto il Congo, l’Ucraina, il Sudan, non sono assimilabili alle lotte della sinistra chegevarista, NO!! lì non c’è spendibilità, quei bambini sono meno bambini di quelli che vivono e muoiono a Gaza, gli Ucraini sono un popolo di serie B rispetto ai Palestinesi, la cui bandiera qualche beota di parlamentare farebbe sventolare sul Quirinale, pur di distruggere l’Italia dalle sue fondamenta perchè è governata da una scelta e da un consenso democratico. 

Se fosse accertato che la cosiddetta Flottiglia non trasportava beni alimentari ma solo convinzioni ideologiche e velleità politiche, allora sarebbe devastante e la fine di tutto.

Oggi non si sciopera più perchè le cose in Italia non funzionano, o per migliorare i salari,  si sciopera  per Gaza, per la Palestina libera, perchè oggi l’Italia è la Palestina, gli Italiani sono islamici al servizio di Hamas. Ma a voi sembra una cosa normale? In quale altro Paese dell’Unione Europa è avvenuto quello che oggi è avvenuto in Italia? La domanda resta sempre la stessa e nessuno mi risponde: Palestina libera da cosa?

La Palestina sarà uno Stato solo quando si libererà da Hamas e da tutto l’estremismo islamico che fa da collante a questa guerra illogica contro Israele e l’occidente in generale, che ha raggiunto il diapason della criminalità gratuita  quel 7 ottobre di due anni fa  quando migliaia di israeliani donne, bambini, giovani adolescenti come il ragazzo di Benevento, sono stati uccisi, sventrati, decapitati e dati in pasto ai maiali.

Questa è Hamas, questo è la lotta a favore della quale siete stati oggi per strada a brandire insegne, bandiere e slogan che non vi appartengono, perchè essere indignati ed esprime le proprie opinioni su un tema geopolitico internazionale è un conto, devastare, distruggere e annichilire il nostro essere italiani è una cosa ben diversa che non ha alcuna logica, alcun beneficio, e soprattutto alcuna intelligenza.

Nessuno nega che Gaza e i Palestinesi stanno subendo l’atrocità della guerra, che dovunque è atroce allo stesso modo, con le medesime conseguenze, a volte, con modalità molto simili. Nemmeno i Palestinesi possono negare che tutto ciò che stanno vivendo e sopportando lo debbono ad Hamas e alle sue scelte scellerate. Il mondo lo sa, è sotto gli occhi di tutti, tranne della sinistra italiana che in questo crogiolo di ideologia e sangue è riuscito ad intravedere il pulsante magico per abbattere l’avversario politico.

La sinistra nostrana dovrebbe mettersi l’anima in pace e comprendere una volta per tutto che il Centro destra si batte alle urne e non devastando le città  o rendendo impossibile la vita degli Italiani che devono andare a lavorare e che dovrebbero avere la libertà di muoversi. Il Paese nel quale viviamo e sotto la quale bandiera respiriamo e produciamo tutti i giorni non ha bisogno di queste dimostrazioni di forza politica, anche in considerazione del fatto  che non si tramuta mai in X sulle schede elettorali.

Gaza e la Palestina stanno diventando, nell’immaginario collettivo, quello che l’affare Ruby fu per Silvio Berlusconi. Anche in quel caso l’asso nella manica la sinistra lo cercò in medioriente ed aveva l’aspetto avvenente di una giovanissima teenager.

Corsi e ricorsi storici, diceva il grande Gian Battista Vico, e oggi l’attuale sinistra ci  sta provando con le sofferenze di un popolo che, historia docet, ha scelto autonomamente di soffrire nel momento in cui ha accolto in seno l’estremismo islamico e Hamas.

Ma questo a scuola non si insegna, non è conveniente. La storia è scomoda, il mondo non ha una genesi, ad ogni generazione si parte da una data di convenienza politica ad andare avanti.

Almeno meditare potrebbe essere di conforto, studiare, capire il motivo per cui siamo come siamo e il mondo gira nel verso in cui gira. Una volta si studiava di più ed anche il contadino con il suo scarpone grosso aveva un cervello fino. Oggi con l’IA cognitiva e generativa abbiamo delegato qualcun altro a pensare per noi con somma soddisfazione della politica imbonitrice che non si sforza nemmeno più di fingere.