In un contesto globale segnato da incertezze economiche, tensioni geopolitiche e pressioni sulle catene di approvvigionamento energetico e alimentare che colpiscono particolarmente i paesi più vulnerabili, i Capi di Stato e di Governo del G7, tenutosi a Presidenza Francese a Evian-les-Bains, sulla riva francese del lago di Lemano, Francia, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Germania, Italia, Giappone,  Commissione europea e  Consiglio europeo con il coinvolgimento nei lavori di alcune istituzioni internazionali e alcuni paesi fuori dal G7 accomunati, nel quadro delle cosiddette attività di outreach, fra cui Egitto, Kenya e Corea del Sud, hanno riaffermato il proprio impegno per una cooperazione multilaterale volta ad una crescita equilibrata, durevole e resiliente, delineando una strategia coordinata che affronta le sfide immediate, come la necessità di garantire la sicurezza degli stretti marittimi e la stabilità dei mercati energetici, e quelle strutturali, tra cui la riforma dell’OMC, la correzione degli squilibri commerciali globali e la gestione dei rischi legati all’intelligenza artificiale e alle tecnologie quantistiche.

Con un percorso delineato che passa attraverso politiche mirate e una maggiore cooperazione con le istituzioni finanziarie internazionali, i leader mirano a ridurre le dipendenze eccessive, contrastare le distorsioni di mercato e promuovere un sistema economico mondiale più stabile e inclusivo per tutti i cittadini.

Energia e catene di approvvigionamento.

In particolare, un punto cruciale delle decisioni condivise riguarda la necessità di un ripristino rapido del transito libero e sicuro attraverso lo stretto di Hormuz e una risoluzione del conflitto in corso per mitigare gli impatti negativi. In tal senso, i leader hanno sottolineato l’importanza di:

  • Garantire l’accesso a energia a costi accessibili e mantenere la stabilità dei mercati delle materie prime;
  • Evitare restrizioni arbitrarie alle esportazioni e assicurare flussi commerciali sicuri;
  • Rafforzare la resilienza economica attraverso catene di approvvigionamento diversificate e sistemi energetici efficienti;
  • Incoraggiare i paesi importatori di petrolio a mantenere riserve sufficienti (conforme all’obbligo AIE di 90 giorni) per gestire le crisi senza effetti prociclici.

Riforme Istituzionali e Pratiche non di Mercato

Al G7 di Evian è emersa la necessità di una riforma sostanziale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per adattarla alle realtà contemporanee. I leaders hanno espresso forte preoccupazione per le misure e le pratiche non di mercato, identificandole come cause di distorsioni durature, sovraccapacità strutturali globali e dipendenze economiche eccessive.

L’obiettivo è ridurre queste dipendenze, specialmente nei settori strategici e nelle tecnologie critiche, prevenendo al contempo la fuga di tecnologie.
Stabilità Finanziaria e nuove tecnologie.

Per sostenere la stabilità macroeconomica, il G7 ha chiesto un rafforzamento degli sforzi delle istituzioni finanziarie internazionali come il FMI e le banche multilaterali di sviluppo.

Riguardo alle tecnologie emergenti di:

-Intelligenza Artificiale: I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali sono stati incaricati di approfondire le discussioni su opportunità e rischi dell’IA di frontiera, specialmente nel settore finanziario e sul mercato del lavoro;-Cybersicurezza e Quantum:  E’ stato promosso lo scambio di informazioni sulle best practice di cybersicurezza e  confermato l’impegno a preparare il sistema finanziario ai rischi e alle opportunità legati alle tecnologie quantistiche, assicurandone le catene di approvvigionamento.

Riduzione degli squilibri globali.

Al Vertice G7 a Evian, dove i leader mondiali si sono riuniti e hanno scambiato punti di vista su questioni e sfide chiave che il nostro pianeta affronta  preoccupazione il persistere e l’aggravarsi degli squilibri globali nei conti correnti, guidati da dinamiche di risparmio e investimento nonché da modelli di crescita nazionali specifici. Per affrontare questo tema:

* I paesi con grandi “eccedenze esterne” sono invitati a rafforzare le fonti nazionali di crescita, migliorare le reti di sicurezza sociale e rimuovere gli ostacoli alla produttività

 

* I paesi con grandi “deficit esterni” dovrebbero attuare politiche per sostenere il risparmio nazionale e il risanamento delle finanze pubbliche.

* E’ richiesto un rafforzamento della sorveglianza del FMI e dell’OCDE su questi squilibri, con un focus maggiore sugli scenari futuri e sugli impatti per le economie emergenti.

Riduzione degli squilibri globali.
Al Vertice G7 a Evian-les-Bains, dove i leader mondiali si sono riuniti e hanno scambiato punti di vista su questioni e sfide chiave che il nostro pianeta affronta si è manifestata la  preoccupazione per il persistere e l’aggravarsi degli squilibri globali con la necessità urgente della loro riduzione  per garantire una crescita economica mondiale equilibrata, sostenibile e la stabilità finanziaria.

Evidenziando  che tali squilibri danneggiano particolarmente i paesi più poveri, pur non essendo questi i principali responsabili del problema le cause state reputate riconducibili alle attuali disparità nei conti correnti che derivano principalmente da:

  • Dinamiche nazionali riguardanti risparmio e investimenti;
  • Modelli di crescita specifici, incluse pratiche non di mercato;
  • Politiche settoriali e fiscali inadeguate.

Strategie di intervento:

per risposta e soluzioni è stata ribadita la necessità di un’azione coordinata per evitare tensioni commerciali e un aggiustamento disordinato, ripartendo le responsabilità in base alla posizione economica dei Paesi:

per i Paesi con forti surplus esterni è stato ritenuto che devono rafforzare le fonti di crescita interna, rimuovendo gli ostacoli alla domanda privata, migliorando le reti di sicurezza sociale, eliminando le distorsioni di mercato e aumentando gli investimenti nella produttività.

I Paesi con forti deficit esterni devono attuare politiche volte a sostenere il risparmio nazionale e risanare le finanze pubbliche.

Ruolo delle Istituzioni e prospettive future.

Nelle loro conclusioni sul tema i leaders del G7 a Presidenza francese di Evian-les-Bains hanno impegnato a potenziare la sorveglianza del FMI (sia bilaterale che multilaterale), con un maggiore focus sugli scenari futuri e sull’impatto verso le economie emergenti.

FMI e OCSE sono chiamati a monitorare come le politiche delle grandi economie influenzino gli squilibri globali.

Accogliendo favorevolmente il vertice sulla Convergenza per la crescita globale (Global Convergence for Growth Summit), summit strategico internazionale promosso dalla presidenza francese, tenutosi l’11 giugno 2026 con le grandi economie emergenti (tra cui Cina, India e Brasile) e il Fondo Monetario Internazionale con l’obiettivo di ridurre gli squilibri macroeconomici globali,  i leaders del G7 di Evian si sono, infine, impegnati a proseguire il dialogo in sede G20 (sotto presidenza USA).