La passione per la recitazione nasce a quindici anni, davanti a film e serie TV capaci di suscitare un’emozione profonda, difficile da spiegare ma decisiva nel suo percorso umano e artistico. Senza conoscere le dinamiche del mestiere, muove i primi passi partendo da una semplice domanda: “Come posso diventare attore?”.
Cresciuto in una famiglia di umili origini e senza sostegno economico, sceglie di non rinunciare al sogno. Studia da autodidatta, approfondendo il lavoro di importanti acting coach, e con i primi guadagni da cameriere si iscrive a una scuola di cinema a Napoli. Tra esperienze, sacrifici e primi progetti, prosegue il suo cammino con un obiettivo chiaro: condividere la propria arte e arrivare al pubblico attraverso l’emozione.
Quando ha capito che la recitazione avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella Sua vita?
La recitazione o ti piace o non ti piace, ma quando ti piace e ti entra dentro lasciandoti un qualcosa che è difficile da spiegare a parole, vuol dire che è un qualcosa che non puoi tralasciare nella vita.
Non conoscendo il mestiere dell’attore, qual è stata la prima cosa concreta che ha fatto?
Studiare, cercare di studiare con ogni mezzo, anche da autodidatta se non si ha la possibilità economica di frequentare una scuola. Oggigiorno, con la tecnologia che ci circonda, è molto più semplice studiare una determinata materia. Inizialmente, non avendo soldi per studiare cinema, ricordo che la prima cosa che feci è stata porre a Google una domanda: “Come diventare attore?”. La passione e la fame ti spingono ben oltre qualsiasi ostacolo.
Che ruolo ha avuto il contesto familiare e sociale nella percezione del Suo sogno?
Un ruolo fondamentale. Provengo da una famiglia di umili origini e per loro questo mestiere è un qualcosa di impensabile, e ti dico che è proprio questo ciò che mi alimenta: questo contesto, riuscire a dimostrare che anche se si parte dal nulla si possa arrivare alle stelle.
Cosa significa per Lei “studiare” quando nessuno La sta aspettando?
Continuare a studiare nonostante i “no”, nonostante nessuno ti appoggi in quello che fai è veramente dura. La cosa che aiuta è ricordarsi il perché si è iniziato: se la motivazione è vera e forte, nulla può abbatterti. Bisogna soltanto aspettare l’occasione giusta.
Nel percorso per realizzare il Suo sogno di diventare attore, ci sono stati momenti particolarmente difficili da affrontare?
I momenti più difficili sono durante i “no”, che purtroppo in questo mestiere non mancano. Personalmente, la cosa che mi aiuta è trasformare i no in opportunità per crescere sia umanamente che artisticamente.
Se potesse parlare a chi ha un sogno ma nessun appoggio, cosa gli direbbe?
Fregatevene. Sognare è la cosa più bella al mondo: prendete questo sogno, trasformatelo in obiettivo e dimostrate al mondo intero che i sogni possono essere realizzati.
Vuole salutarci con un Suo motto?
Certo: Dream – Plan – Realize, Sogna – Pianifica – Realizza.