Un progetto cruciale per il ruolo che potrà ricoprire l’Italia, e in particolare il Sud del Paese, per lo sviluppo futuro della regione del Mediterraneo.

 Emerge con questa evidenza la ZES (Zona Economica Speciale) Unica dalla  nuova edizione del Libro Bianco, realizzato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti)  con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il contributo di imprese e Istituzioni Partner.

 Il rapporto  presentato  alla  quinta edizione del Forum “Verso Sud”: La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, organizzato a Sorrento  dal 1° Think Tank Privato italiano e 4° nell’Unione Europea, vede la ZES Unica rafforzare il proprio ruolo come leva strategica per gli investimenti nel Sud Italia

I dati presentati al Forum “Verso Sud”  di TEHA e relativi alla ZES Unica del Mezzogiorno, la più grande area ZES del Mediterraneo, illustrano una forte accelerazione di questo strumento.

 Tra il 2025 e il 2026, la ZES Unica ha registrato un consolidamento, sia sotto il profilo della governance, sia in termini di estensione territoriale e capacità di attrazione degli investimenti.

 Le modifiche introdotte hanno contribuito ad accelerare l’operatività della ZES Unica e la capacità di attivare investimenti sul territorio:

  • Tra gennaio 2024 e aprile 2026 sono state rilasciate 1.250 Autorizzazioni Uniche;
  • Gli investimenti attivati tramite Autorizzazioni Uniche superano i 7,7 miliardi di Euro;
  • Le ricadute occupazionali dirette associate superano le 22.000 unità.
  • Il 41,4% delle autorizzazioni rilasciate nel quadro normativo della ZES Unica ha come oggetto investimenti in Campania, seguita dalla Puglia (28,7%) e dalla Sicilia (14,3%).

 Complessivamente, la ZES Unica ha attivato 20,1 miliardi di Euro di investimenti, di cui 7,7 miliardi legati alle Autorizzazioni Uniche e 12,4 miliardi derivanti dal credito d’imposta. A questi si aggiungono ulteriori effetti indiretti e indotti sull’economia: gli investimenti attivati hanno generato complessivamente 55,1 miliardi di Euro di impatto economico, con un moltiplicatore pari a 2,7. Anche sul fronte occupazionale, ai 22.035 occupati diretti si sommano oltre 38 mila occupati indiretti e indotti, per un totale di oltre 60.900 occupati sostenuti dalla misura.