In occasione della Giornata Nazionale “Università Svelate” promossa dalla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, l’Università degli Studi di Napoli Federico II ha aperto le porte del complesso universitario di corso Nicolangelo Protopisani, 70, alla cittadinanza, ai giovani, alle famiglie e a quanti hanno avuto voglia di scoprire cosa è diventata, in un decennio, un’area che sembrava condannata all’oblio.

Non soltanto sede universitaria, il Polo di San Giovanni a Teduccio si conferma una risposta concreta e visionaria alla sfida dello spopolamento culturale delle periferie, realizzata attraverso un utilizzo virtuoso dei finanziamenti europei e la volontà di portare ricerca, innovazione e dialogo con le imprese là dove la città ne aveva più bisogno. Un luogo in cui la ricerca non rimane confinata nelle aule, ma dialoga con le imprese, si trasforma in startup, genera trasferimento tecnologico e produce impatto reale sulla società. Un modello – una vera e propria best practice premiata dall’Europa – che oggi può essere raccontato, vissuto e celebrato.

Dal pomeriggio fino a sera il programma plurale e inclusivo ha proposto percorsi espositivi tra sessanta iniziative di ricerca e Public Engagement, uno Speech Corner su temi urgenti come il rapporto tra università e territori, visite guidate alle Academy e ai Laboratori, non senza  uno sguardo sul rapporto tra l’Ateneo e la comunità locale, con un focus speciale su come l’università si è radicata nelle periferie urbane a partire proprio da San Giovanni. Fino alla celebrazione istituzionale in Aula Magna con i saluti del Magnifico Rettore Matteo Lorito e, a chiudere la serata, il concerto di Roberto Colella.

Il complesso universitario di San Giovanni a Teduccio ha recuperato l’identità storica del quartiere che dopo dieci anni non è più una periferia  da recuperare, ma un centro da cui Napoli rinasce. La vastissima area dell’ex Conserva opificio Cirio strappata al silenzio industriale, trasformatasi attraverso un recupero volumetrico che non cancella la memoria della fabbrica, la riempie di una nuova energia vitale. San Giovanni a Teduccio, Da cuore dell’industria meccanica alimentare del Novecento, è diventata motore dell’innovazione. Un luogo rigenerato che oggi accoglie 5000 studenti tra corsi di studio, laboratori all’avanguardia e academy internazionali. Un modello di collaborazione pubblico privato che la Commissione europea ha eletto a best practice continentale.

Qui l’investimento dei fondi strutturali si è trasformato in infrastruttura sociale capace di attrarre i giganti del tech mondiale sotto lo stesso tetto della ricerca pubblica.

San Giovanni a Teduccio si conferma dimostrazione che l’innovazione non è un evento isolato, ma un processo di rete tra istituzioni e player globali.

L’alta formazione diventa il motore primario della riqualificazione, dalla cybersecurity allo sviluppo software, dall’intelligenza artificiale alla logistica avanzata. Ogni tassello compone un mosaico che ridefiniscele prospettive professionali di migliaia di giovani.

 

Un ecosistema dove il sapere accademico si fonde con la velocità dell’industria 4.0. Il Polo di Napoli Est è l’esperimento riuscito di una città che non ha mai smesso di progettare il futuro.