Tajani: Export settore fondamentale della nostra economia con il 40% del PIL. Zoppas: Con nuove risorse dal Governo potenziamento delle attività ICE nel 2026.
Concreto seguito dell’avvio, lo scorso settembre, del “Tavolo per l‘internazionalizzazione del sistema fieristico” che ha l’obiettivo di mettere a sistema i dati disponibili sulla capacità delle fiere italiane, per promuovere azioni congiunte e alleanze strategiche.
Nel quadro dell’azione di coordinamento per l’internazionalizzazione del sistema fieristico portata avanti in questi mesi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha organizzato a Roma, alla Farnesina, l’evento “La promozione dell’export italiano nel Mondo: Azioni del Sistema Italia per il 2026”.
Presieduto dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, l’incontro è stato occasione per presentare i più rilevanti eventi fieristici italiani in programma nel 2026 nei diversi settori produttivi e le azioni degli attori del Sistema Italia per sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con la partecipazione, sia dei vertici delle associazioni AEFI e IT-EX che degli enti fieristici italiani e degli attori del Sistema Italia, ICE, SACE, SIMEST e CDP.
Collegate in streaming le Rappresentanze Diplomatiche straniere accreditate in Italia, le Ambasciate ed i Consolati italiani all’estero e le principali associazioni di categoria italiane.
“Per la prima volta vengono presentati insieme i principali appuntamenti fieristici italiani all’estero” – ha evidenziato il Ministro Tajani -, ribadendo il valore del gioco di squadra tra istituzioni e
sottolineando che l’export è un pilastro dell’economia italiana (quasi il 40% del PIL) e che l’obiettivo è raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027.
Emergenza nelle regioni del Sud
A seguito dell’emergenza nazionale deliberata dal Consiglio dei Ministri, l’appuntamento è stato occasione per l’annuncio del Ministro Tajani di un intervento immediato a favore di Sicilia, Sardegna e Calabria, le regioni più colpite con la messa in campo di tutti gli strumenti Ministeriali della “diplomazia della crescita”, attraverso incontri operativi tra Regioni e strutture come ICE, SIMEST e SACE, per sostenere le imprese danneggiate, replicando il modello già adottato per Emilia-Romagna e Toscana.
Andamento dell’export italiano, scenario internazionale e strategia diplomatica.
“I dati ISTAT (gennaio–novembre) mostrano un quadro positivo, con un aumento complessivo del +3,4%, sia verso l’UE (+4,1%) sia verso i Paesi extra-UE (+2,1%). Nonostante le difficoltà internazionali, l’Italia dimostra solidità e capacità di tenuta, – ha evidenziato il Ministro degli Esteri -,rilevando che accordi con Mercosur e India rafforzano le prospettive future con l’Italia quarta potenza esportatrice mondiale, apprezzata per il suo modello basato sulle PMI.”
La riforma del Ministero degli Esteri ha portato alla nascita di una nuova Direzione Generale per la Crescita che riassume la strategia di diplomazia e il Piano d’Azione per l’Export disegnato in questi anni vedono risultati incoraggianti: USA +8%, India +7,6%, Medio Oriente +8%.
Nessun imprenditore lasciato solo.
“Abbiamo realizzato –ha ricordato il vice presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Tajani una serie di iniziative. Sono cresciute le sedi di rappresentanza di ICE, SIMEST e SACE nel mondo e le ambasciate diventano veri hub di supporto alle imprese. Tutte le mie Missioni sono state finalizzate a rafforzare la presenza delle nostre imprese, sia per l’internazionalizzazione che per l’export. L’obiettivo dichiarato è che nessun imprenditore italiano che lavora all’estero si senta isolato. Il calendario 2026 prevede grandi eventi: business forum a Shanghai e Miami, una riunione a Trieste sul coinvolgimento del settore privato, tappe preparatorie alla Conferenza Nazionale dell’Export e il ruolo delle Olimpiadi come vetrina internazionale.”
Centralità del sistema fieristico. Supporto a PMI, lavoro e salari.
Il sistema fieristico è considerato uno strumento fondamentale per la promozione del Made in Italy. Il sostegno alle fiere resta una priorità anche nel 2026, con esempi concreti come il Salone del Mobile a Riad. Settori come legno-arredo e vino vengono valorizzati con eventi di alto profilo anche all’estero.
“Le fiere – ha concluso il Ministro Tajani con un messaggio di ottimismo, grazie alla forte sintonia tra Ministero, enti per l’export e Camere di Commercio – servono a far conoscere la qualità italiana, coinvolgendo non solo grandi aziende ma anche PMI, accompagnate da supporto politico ed economico-finanziario. Cresce l’occupazione, ma restano criticità sui salari bassi: più l’economia e l’export migliorano, più sarà possibile aumentare le retribuzioni.”
Nell’insieme, l’obiettivo è rafforzare le capacità delle nostre fiere di attrarre eventi e visitatori esteri qualificati.
L’Italia è il 4° paese al mondo per superficie fieristica coperta disponibile, dietro a Cina, Stati Uniti e Germania.
Nel 2025 sono state realizzate 915 fiere, di cui la maggior parte con un focus B2B, cui hanno partecipato oltre 17 milioni di visitatori. Sono inoltre state organizzate 89 fiere italiane all’estero in 20 Paesi, con Cina, Brasile e Stati Uniti in testa.
Per il 2026, sono già previsti 878 appuntamenti, con 276 fiere internazionali e 202 nazionali.
Sottolineando di provenire dal mondo dell’impresa, Matteo Zoppas, presidente di ICE ha ribadito che le fiere sono fondamentali perché consentono agli imprenditori di curare direttamente la presentazione dei propri prodotti, in particolare quelli difficili da spostare, visione che il Ministro Tajani ha pienamente condiviso, rafforzando l’idea che le fiere siano uno snodo centrale per il sistema produttivo italiano.
Il ruolo del Sistema Paese e della diplomazia della crescita
Il presidente ICE Zoppas, raccontando di aver compreso ancora di più quanto il Sistema Paese sostenga concretamente le imprese attraverso il canale fieristico – ha ricordato come molti buyer e operatori che partecipano alle fiere vengono portati grazie al coordinamento pubblico, al “sistema Paese”, sotto la regia del MAECI, nell’ambito della diplomazia della crescita voluta dal Ministro Tajani, facendo diventare così le fiere il luogo in cui si incontrano due momenti chiave: la promozione del Made in Italy (marketing) e il suo sviluppo commerciale (incontro diretto tra produttore e cliente).”
“ICE organizza sia l’arrivo dei buyer in Italia sia la presenza delle imprese italiane all’estero” – – ha spiegato il presidente Zoppas, specificando che nel 2025 sono stati realizzati 245 padiglioni nazionali, coinvolgendo 6.560 imprese italiane in 350 collettive. Parallelamente, in Italia sono stati organizzati 125 incoming nelle principali fiere, portando 11.500 operatori esteri a incontrare direttamente i produttori italiani. Attività che hanno rappresentato un’enorme occasione di contatto commerciale per le imprese.
Focus sulle PMI
“L’azione di ICE – ha detto il presidente Zoppas – è rivolta soprattutto alle piccole e medie imprese, che costituiscono tra il 95% e il 98% del tessuto industriale italiano. Anche le grandi imprese di oggi sono cresciute grazie al supporto del Sistema Paese. I buyer più strutturati spesso non hanno bisogno di aiuti, mentre le PMI beneficiano fortemente degli incoming e delle attività di accompagnamento.”
Prospettive di crescita per il 2026.
Grazie a nuove risorse messe a disposizione dal Governo, ICE – ha annunciato Zoppas – prevede un potenziamento delle attività nel 2026: • i padiglioni all’estero passeranno indicativamente da 245 a circa 350;• le imprese coinvolte da 6.500 a circa 8.000; • gli incoming in Italia da 125 a circa 150; • gli operatori esteri da 11.500 a circa 13.500.
Business matching, qualità degli incontri, fiere italiane all’estero e nuovi format
Si tratta di proiezioni che indicano un chiaro trend di crescita, ma – ha sottolineato il presidente dell’ICE Zoppas “non basta far incontrare imprese e buyer: è fondamentale che gli incontri siano mirati e preselezionati, per massimizzare efficacia ed efficienza. ICE sta lavorando con le fiere su strumenti di business matching, per favorire relazioni realmente produttive e ridurre dispersioni di energie.”
Oltre a rafforzare le fiere in Italia, ICE, inoltre, lavora per portare alcuni eventi all’estero, come già avvenuto con Vinitaly a Chicago, esperienza considerata di grande successo. L’intento è aiutare fiere mature e consolidate in Italia a creare spin-off internazionali, raggiungendo nuovi buyer che spesso non partecipano agli eventi nel nostro Paese. In questa prospettiva si inseriscono anche le opportunità legate all’area Mercosur.
Il comparto food, bevande e ospitalità, in particolare, inciderà per il 12% sul totale eventi, seguito da tessile, abbigliamento e moda, assieme all’aggregato sport, hobby, intrattenimento e arte. Quote rilevanti sono previste anche per i settori tecnologia e meccanica, agricoltura, silvicoltura e zootecnia, oltre a gioielli, orologi e accessori.
Con la riforma della Farnesina, si rafforza quindi la componente di proiezione economica della politica estera italiana.
Dopo il Business Forum svoltosi a Roma nei giorni scorsi con la Germania, tra aprile e maggio si svolgeranno ulteriori Forum imprenditoriali a Shanghai e Miami. Parallelamente sono in via di definizione tre tappe di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell’Export 2026, dedicate alle imprese del Nord, del Centro e del Sud Italia, per coinvolgere in modo capillare tutto il sistema produttivo nazionale.

