ROMA – I giovani che non cercano lavoro, quelli che cercano il cosiddetto “posto fisso” e coloro che, invece, sono attratti dalle nuove opportunità offerte dal mercato e sono disposti ad adattarsi alle nuove esigenze professionali.
Gli aspetti dell’articolato fenomeno di particolare attualità della disoccupazione giovanile e del ruolo centrale che assume in merito ad essa la formazione professionale, al centro di un incontro promosso dalla Confederazione Confinternational presso il Senato della Repubblica – Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Al dibattito aperto dai saluti introduttivi del Presidente di Confinternational, Salvo Iavarone e moderato dalla giornalista e scrittrice Claudia Conte, portavoce dell’Osservatorio Nazionale sul bullismo e il disagio giovanile, da marzo in libreria con il nuovo libro “Dove nascono i silenzi” che indaga le fragilità della generazione Z, sono intervenuti:
• il Senatore Maurizio Gasparri
• Mauro Nori, Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro
• On. Chiara Tenerini
• Luca Bianchi, Direttore SVIMEZ
• Simona Tironi, Assessore Regione Lombardia
• Andrea Gavosto, Direttore Fondazione Giovanni Agnelli
• Massimo Lucidi, Presidente Fondazione E-Novation
• Rosalba Lafauci, vice Segretario Generale CONFSAL
• Giuseppe Bartolucci, Segretario Generale Fondazione IFFSS
• Guido D’Amico, Presidente Confimpreseitalia intervistato da Emilio Della Penna di Confinternational.
“Tra attività che hanno bisogno di manodopera e lavoratori che trovano difficolta’ a ricollocarsi, c’è bisogno di un sistema formativo riformato”- ha evidenziato nel suo intervento – il Senatore Maurizio Gasparri.
“In quale direzione?” – ha domandato, indicando: “in sintonia con un mondo del lavoro con le richieste di occupazione in grado di dare forma a qualsiasi condizione reale ai giovani italiani tale da non fare lo stesso lavoro manuale a condizioni di sfruttamento.”
“Il fronte del lavoro è impegnativo – ha concluso il Senatore Gasparri – richiede attenzione, richiede flessibilità, modernizzazione. Quelli che hanno messo da parte soluzioni positive ne sono tanti, come sanno tutti coloro che hanno promosso questa meritevole iniziativa sul tema.”
Dal report della Fondazione Agnelli sul rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro, presentato nel corso dei lavori dal direttore Andrea Gavosto emerge un contesto connotato da pochi laureati e una formazione professionale non adeguata con le aree critiche della nostra scuola che interessano più specificamente la media e l’istruzione professionalizzante.
Il segmento terziario professionalizzante ha un peso di circa il 40% in Germania e Svizzera, del 30% in Francia e del 27% in Spagna rispetto al sistema di istruzione terziaria. In Italia, dove le lauree professionalizzanti non sono mai decollate, circa l’ 1,2%.
