La cucina italiana, una delle tradizioni culinarie più apprezzate al mondo, procede verso il traguardo della prestigiosa inclusione nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Umanità UNESCO.

 La valutazione tecnica del dossier di candidatura della cucina italiana da parte dell’Organo degli esperti mondiali della Convenzione Unesco per il patrimonio culturale immateriale ha avuto esito positivo, attestando che “è ben  fatto e coerente con gli obiettivi UNESCO”.

Ma il parere tecnico non conclude l’iter. Ammette, con la possibile revisione del giudizio tecnico, la richiesta alla discussione per la eventuale approvazione, di natura politica, da parte del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, che si riunirà in India a New Delhi dall’8 al 13 dicembre.

“In India – precisa Pier Luigi Petrillo, professore in Luiss e a Unitelma Sapienza, autore del dossier di candidatura della cucina italiana – ad essere valutato non sarà solo il dossier di candidatura della cucina italiana ma anche l’idea di fondo sottesa a questo dossier: l’idea cioè che il cibo possa essere considerato l’identità culturale di un popolo.”

Il patrimonio culturale non è costituito soltanto da monumenti e collezioni di oggetti, ma anche da tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo, artigianato tradizionale.

Questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione. La sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere.

La sua importanza non risiede tanto nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra.

 L‘UNESCO ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni.

Per questo nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata dall’Italia nel 2007, nella quale è prevista una serie di procedure per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale.

 L’elemento candidabile, per la cui iscrizione è criterio fondamentale non il valore universale bensì la rappresentatività della diversità e della creatività umana, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • essere trasmesso di generazione in generazione;
  • essere costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in stretta correlazione con l’ambiente circostante e con la sua storia;
  • permettere alle comunità, ai gruppi nonché alle singole persone di elaborare dinamicamente il senso di appartenenza sociale e culturale;
  • promuovere il rispetto per le diversità culturali e per la creatività umana;
  • diffondere l’osservanza del rispetto dei diritti umani e della sostenibilità dello sviluppo di ciascun paese.