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In una fase particolarmente delicata a livello internazionale i leaders dell’Unione europea si riuniscono a Bruxelles per un Consiglio europeo Sul tavolo fra Medio Oriente, bilancio europeo, competitività, difesa comune, migrazione e sicurezza, ha assunto particolare significato la discussione della situazione  Ucraina con la presenza del presidente ucraino Zelensky. 

Grazie anche ai risultati incoraggianti del G7, gli alleati hanno rinnovato l’impegno per un sostegno economico e militare a Kiev. 

La Germania ha promesso specifici sistemi di difesa contro i missili balistici.

Preparativi diplomatici

Con il nodo politico di capire se l’Europa riuscirà a parlare con una voce sola,soprattutto sulla guerra in Ucraina e sui possibili contatti con Mosca, l’UE si sta preparando a un’eventuale riapertura di negoziati seri con la Russia, ipotizzando un coinvolgimento degli Stati Uniti.

Ruolo dell’UE: 

Il capo della diplomazia europea Kaja Kallas ha precisato che l’Unione vuole partecipare ai negoziati non come mediatore, ma come parte in causa per difendere i propri interessi e la sicurezza.

Si discute la creazione di un inviato speciale per l’Europa ai negoziati; tra i nomi prefigurati quello del presidente del Consiglio europeo, Costa. 

Sostegno all’Ucraina e Percorso di Adesione UE

Impegno incondizionato: 

In particolare, il Consiglio ha riaffermato il sostegno fermo all’indipendenza, sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti. L’UE continuerà a fornire aiuto politico, finanziario, umanitario e militare in coordinamento con gli alleati.

Avvio dei negoziati: 

Il Consiglio Europeo ha accolto favorevolmente l’apertura della conferenza intergovernativa per l’adesione (15 giugno 2026) e l’avvio dei lavori sui capitoli fondamentali, procedendo con un approccio meritocratico.

Condizioni per la pace: 

Secondo il Consiglio Europeo una pace giusta e duratura deve basarsi sulla Carta dell’ONU e sul diritto internazionale. Non può esserci pace se i confini vengono modificati con la forza o se l’aggressore viene premiato. Il percorso di pace non può essere deciso senza l’Ucraina.

Condanna dell’Aggressione Russa e Sanzioni

Escalation e minacce:

I leaders dell’Unione Europea hanno condannata fermamente la recente escalation russa, inclusi gli attacchi a civili, infrastrutture energetiche, siti UNESCO (Kyiv-Pechersk Lavra) e le violazioni dello spazio aereo di Stati membri UE (es. incidente del drone in Romania).

Pressione economica:

L’UE è determinata a indebolire l’economia di guerra russa riducendo i proventi energetici, contrastando la “flotta ombra” e colpendo il sistema bancario. E’ stata sollecitata l’adozione rapida del 21° pacchetto di sanzioni e il coordinamento con il G7 per prevenire l’elusione.

Isolamento internazionale: 

Il Consiglio Europeo ha ritenuto che finché non vi sarà una pace giusta, non dovrebbe esserci normalizzazione della partecipazione russa a eventi sportivi e culturali.  Ha espresso ferma condanna verso paesi che forniscono assistenza militare o componenti a duplice uso alla Russia, citando esplicitamente Iran, Bielorussia e Corea del Nord (RPDC).

Garanzie di Sicurezza e Ricostruzione

Garanzie credibili:

L’UE e gli Stati membri, in cooperazione con gli USA, sono pronti a fornire garanzie di sicurezza solide per permettere all’Ucraina di esercitare deterrenza e difendersi a lungo termine (tramite missioni EUMAM e EUAM) 

Supporto energetico e infrastrutturale:

Il Consiglio Europeo ha ritenuto  prioritaria la riparazione delle infrastrutture critiche prima del prossimo inverno e il ripristino dell’arco di contenimento di Chernobyl.

Finanziamenti:

E’ attesa a breve la prima erogazione del prestito da 90 miliardi di EUR entro giugno 2026, mentre si prepara la conferenza per la ripresa a Danzica (25-26 giugno 2026).

Giustizia e crimini di guerra:

Il Consiglio Europeo ha riaffermato il sostegno all’accertamento delle responsabilità, al tribunale speciale per il crimine di aggressione e alla commissione per i risarcimenti, ribadendo l’appello per il rimpatrio immediato dei bambini ucraini deportati.

Difesa e Sicurezza Europea (Orizzonte 2030)

Prontezza alla difesa: 

Alla luce della minaccia esistenziale russa, il Consiglio dell’Unione Europea ha ritenuto che la prontezza difensiva dell’Europa deve essere potenziata in modo decisivo entro il 2030, ravvisando l’urgente necessità  di garantire la difesa di tutte le frontiere (terrestri, aeree, marittime), con focus specifico sulla protezione del fianco orientale contro droni e violazioni dello spazio aereo.

*   **Lotta alle minacce ibride:** 

Deciso altresì, li rafforzamento della resilienza contro attacchi ibridi (disinformazione, interferenze) provenienti da Russia e Bielorussia, incluso un piano d’azione su droni e sistemi antidrone.

*   **Industria della difesa:**

Nel condannare gli attacchi condotti da Russia e Bielorussia il Consiglio Europeo ha richiesto maggiori sforzi per proteggere le infrastrutture critiche e implementare il piano d’azione sulla sicurezza dei droni e sistemi antidrone. Ha rilanciato:

    *   Aumento della spesa per la difesa negli Stati membri, da accompagnare a investimenti comuni più rapidi.

    *   Potenziamento della base industriale e tecnologica europea per aumentare la produzione di equipaggiamenti prioritari (difesa aerea, munizioni, droni).

    *   Integrazione del mercato europeo della difesa e sostegno alle PMI.

    *   Utilizzo pieno degli strumenti SAFE ed EDIP e conclusione rapida dei progetti di interesse comune.

  • Innovazione e Ucraina: Applicare le lezioni apprese dal conflitto ucraino alle nuove tecnologie e collaborare con l’industria ucraina.

Rapporto con la NATO:

Il Consiglio ha indicato una UE più forte nella difesa, in maniera complementare alla NATO, che resta il fondamento della difesa collettiva per gli Stati membri aderenti.

Il Consiglio tornerà su queste questioni nella riunione di ottobre 2026, sulla base di una nuova relazione annuale sulla prontezza alla difesa.