Il titolo Chianu chianu, ad esempio, non è una casualità, ma un voluto riferimento ad una peculiarità del modus vivendi del popolo napoletano, alla lentezza tipica dell’“essere” napoletano, intesa non come pigrizia o indolenza, ma come atto d’amore verso se stessi, come rivoluzione contro lo stress e i frenetici ritmi quotidiani quasi a voler rallentare la tirannia e la corsa delle lancette dell’orologio, per godersi meglio la vita. “Chianu chianu”, come il bollire del ragù, che a Napoli è un sentimento, e che è la massima rappresentazione e metaforicamente l’apoteosi della lentezza.
Ed è proprio con ritmo lento e passo dopo passo, perché chi va chianu, va sano e va luntanu, mentre ’a jatta pe j ’e pressa facette ’e figlie cecate, che il
Napoli, col suo “ciucciariello”, chianu, chianu, cuoncio, cuoncio, ha conquistato il suo quarto scudetto, contrastando e neutralizzando, con i suoi dovuti scongiuri prima di ogni partita, chi aveva la pretesa di voler vincere tutte le competizioni. Pecchè a Napule ’o pallone è sacro comm’ ’a religgione e la fede calcistica, tra altarini sacri e profani, dedicati alla mano de Dios, che per i napoletani ci ha messo il suo, è parte integrante e fondamentale della cultura e delle credenze partenopee.
La canzone, in stile jazz, caratteristica che contraddistingue ormai il compositore partenopeo, si avvale per l’occasione di valorosi artisti, ma conditio sine qua non per poter aderire a tale progetto e in base al quale sono stati dunque scelti i cantanti e gli attori che vi hanno preso parte, è stata quella, ovviamente, di essere super tifoso del Napoli.
Il progetto Chianu chianu, prevede anche la successiva pubblicazione di un libro sulla relazione tra i proverbi, la scaramanzia e le superstizioni napoletane, in relazione al raggiungimento del quarto scudetto e sarà inoltre la sigla finale dell’ultima puntata della fiction Ischia Forever di Lucia Cassini. Nel brano hanno suonato: alla batteria Fredy Malfi, al basso Pasquale de Angelis, alla tromba Gianfranco Campagnoli, al pianoforte, agli arrangiamenti e alla direzione musicale Sasà Mendoza, al mandolino Francesco Malapena, all’armonica e al coro Nevada.
Eccezionale e divertente anche il videoclip realizzato da Nando De Maio e Artisti associati in cui, tra l’altro, alla stregua dei Beatles, si vedono gli artisti napoletani attraversare le strisce pedonali rigorosamente “Chianu chianu” e Angelo Di Gennaro pettinarsi leziosamente i capelli che da tempo non ha più.
Eloquenti e a tratti esilaranti le dichiarazioni che al termine della presentazione dell’inno ci hanno rilasciato Sasà Mendoza, Lucia Cassini, Patrizio Rispo, Giacomo Rizzo, Mario Maglione e Francesco Malapena. La conferenza stampa si è conclusa con l’interpretazione dal vivo dell’inno “Chianu chianu” da parte di tutti gli artisti presenti. Si ringrazia per le foto il giornalista e videomaker Giuseppe Sacco.
