In margine alla Relazione annuale dell’AGCOM
- Il Papa evocato nella Relazione annuale del Presidente AGCOM
14 luglio 2026: una data che qui non richiamiamo per l’anniversario francese della presa della Bastiglia, allorché la popolazione di Parigi assaltava ed espugnava la prigione-fortezza della Bastiglia, simbolo per eccellenza del cosiddetto dispotismo monarchico, inaugurando, per convenzione, anche l’inizio della Rivoluzione francese. Questa data la ricordiamo, invece, per l’appuntamento annuale italiano con l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni), che ha presentato oggi il suo Report annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro (Camera dei Deputati, aula dei Gruppi parlamentari, 14 luglio 2026, ore 11).
È un vero e proprio Regolatore indipendente l’AGCOM, che opera in una situazione mondiale in cui, anziché conquistare un simbolo del potere locale (come avvenne a fine Settecento in Francia), si tratta ora di muoversi in ottica globale: difatti, il cosiddetto consumatore (ognuno di noi, con particolare attenzione ai diversamente abili) si trova a operare sempre in un determinato territorio locale, ma è chiamato ad affrontare sempre delle sfide che sono glocali, cioè locali e globali, oltre che locali, ovvero tutte quelle sfide legate oggi alla rivoluzione digitale e alla convergenza multimediale.
Il processo di convergenza di telecomunicazioni, informatica e media è in atto da decenni. Per noi consumatori, la convergenza si traduce essenzialmente in una sovrapposizione delle offerte, con notevoli vantaggi derivanti dalla concorrenza, ma anche, per taluni, in un senso di inadeguatezza alla modernizzazione spinta dalle logiche del marketing più che dai bisogni reali. In qualche modo, la nuova Bastiglia del terzo millennio riguarda proprio la dimensione globale delle comunicazioni, che richiede la conquista e il rafforzamento di quelle locali: proprio tenendo conto di quest’articolata e ampia dimensione, in cui si muove ogni ogni consumatore, che si manifesta, con ancor più vigore, l’esigenza di rinvigorire il rapporto con il territorio, soprattutto per affrontare le sfide legate alla rivoluzione digitale e alla convergenza multimediale. Ora AGCOM, per chi non lo sapesse, è stato appunto pensato come un vero e proprio Regolatore indipendente per tali ambiti, nello spazio assegnato alla legislazione europea e italiana di riferimento. Istituita dalla legge 249/1997, indipendenza e autonomia sono, appunto, gli elementi costitutivi di quest’Autorità garante, che ne caratterizzano anche l’attività e le deliberazioni.
In quanto, innanzitutto, Autorità di garanzia, all’AGCOM la legge istitutiva affida un duplice rilevante compito: assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato delle comunicazioni e tutelare i consumi di libertà fondamentali degli utenti. In sintesi, l’AGCOM svolge funzioni di regolamentazione e vigilanza nei rilevanti settori delle comunicazioni elettroniche, dell’audiovisivo, dell’editoria, delle poste e, più recentemente, delle piattaforme online: ecco la metaforica nuova Bastiglia da monitorare e prendere, dal momento che riguarda anche la vicenda di un quotidiano online qual è, appunto, Focus Italia web.
L’Agcom risponde del proprio operato al Parlamento e, dal 1999, ha costituito, al suo interno, un Comitato etico, destinato al comportamento dei dipendenti dell’Autorità stessa, al fine di valutare la corretta applicazione delle norme del Codice etico dell’Autorità e di fornire pareri e proposte in materia di etica istituzionale. I membri del Comitato etico vengono scelti dal Consiglio dell’Autorità, su proposta del Presidente, tra persone di notoria indipendenza e autorevolezza morale e restano in carica sino alla scadenza del mandato dei Componenti dell’Autorità.
- La “Bastiglia” del Presidente Lasorella
Il 14 luglio 2026, dunque, nell’aula dei Gruppi Parlamentari della Camera, il Presidente ADCOM, Giacomo Lasorella – anche a nome dei componenti e del segretario generale che hanno il polso nazionale e internazionale del cosiddetto ecosistema delle comunicazioni – ha presentato le sue riflessione in un orizzonte, che viene descritto come ormai segnato dalla convergenza tra reti, media e tecnologia digitale. Il fatto emblematico, rispetto alla routine di una Relazione annuale, sta nel fatto che Lasorella ha voluto esordire richiamando un brano dell’enciclica pontificia Magnifica Humanitas, da lui ripreso testualmente come “valore essenziale”. Potremmo dire che questo è uno dei più evidenti frutti della breccia che la cosiddetta dottrina sociale della Chiesa ha aperto in un rilevante livello istituzionale di garanzia?
In dettaglio, si tratta di una citazione ripresa dal Presidente AGCOM, desunta dal n. 9 dell’enciclica Magnifica Humanitas. Il santo Padre sta, in uno dei primi paragrafi della sua enciclica sociale, commentando le due icone bibliche con cui ha aperto il suo primo grande testo magisteriale: Babele, o della confusione delle lingue e delle comunicazioni; Gerusalemme, o dell’edificazione convergente tra più apporti, con un tratto di muro da ricostruire da parte di ogni abitante, secondo la profezia di Neemia). Leone XIV le mette in gioco, nelle battute di esordio della recente enciclica, nel confronto con la tecnologia, la quale potrebbe curare, connettere, educare, custodire la Casa comune; ma potrebbe anche dividere, scartare, generare nuove ingiustizie. Insomma, più che una forma di equidistanza del Papa di fronte alle nuove tecnologie, si è posti quasi di fronte alla delineazione di un bivio. Come quello che, nel mito classico, si trovò ad affrontare Ercole, come tramanda Senofonte, riferendo Prodico di Ceo circa il bivio educativo affrontato, appunto, dal giovane Eracle: «Eracle, quando stava passando dalla fanciullezza all’adolescenza, […] manifestano se nel corso della vita si indirizzeranno nel cammino della virtù o in quello del vizio, appartatosi in un luogo isolato, se ne stava seduto, indeciso su quale delle due vie indirizzarsi. Gli apparvero due donne di grande statura, che si avvicinarono a lui: l’una era avvenente, di bell’aspetto e di indole nobile; […] l’altra, invece, ben sviluppata con una molle carnalità, truccata per alterare il colorito e apparire più bianca e più rossa del reale, e nell’atteggiamento tale da sembrare più eretta del normale, aveva gli occhi spalancati e una veste dalla quale traspariva molto il fiore della sua giovinezza». Com’è noto, Ercole, tra il cammino più piacevole e più agevole – in cui non sarebbe stato privato dal gustare nessun piacere – e il più lento cammino in compagnia della virtù, opta, infine, per una vita in cui «i giovani gioiscono per gli elogi dei più anziani; i più vecchi si rallegrano per gli onori da parte dei giovani; volentieri ricordano le antiche imprese, e compiendo bene le presenti si allietano, poiché, grazie a me, sono amici degli dèi, amati dagli amici, onorati dalle patrie». Di fronte a ogni nuova tecnologia, considerata in astratto, anche Papa Leone afferma che essa non è di per sé una soluzione ai problemi dell’umanità, ma non è di per sé neppure un male. Insomma, è quasi come un bivio, perché richiede, tuttavia, opzioni e prese di posizione. Quindi, concretamente, ogni nuova tecnologia dell’informazione e della comunicazione – ecco la parte dell’enciclica che il Presidente AGCOM, Lasorella, ha voluto testualmente riprendere – «concretamente, non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa. Per questo la prima scelta non è tra un “sì” o un “no” alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme: tra un potere che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna».
- I compiti dell’AGCOM tra Babele e Gerusalemme della civiltà del digitale e delle comunicazioni.
Ecco, dunque, il nodo, secondo la Relazione di Lasorella (che ha relazionato sul periodo compreso tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026): oggi non interessa quanto sia rapida l’innovazione (oggi, peraltro, rapidissima e fulminea, come mostrano Internet e l’IA generativa, mentre è un dato di fatto che, nel consumo d’informazione, un sostanziale primato di preferenza vada oggi ai mezzi digitali rispetto a quelli tradizionali). Piuttosto, interessa in quale direzione essa viene orientata e vada, eventualmente, ri-orientata.
Ricordiamolo: AGCOM – che per il proprio funzionamento, non dipende dal bilancio dello Stato, ma esclusivamente dai contributi dei soggetti regolati – presiede, oltre che al rispetto di precisi obblighi di legge, alla tutela dei principi fondanti del nostro ordinamento, cioè libertà, pluralismo ed equilibrio dell’informazione; tutela della dignità della persona e salvaguardia delle diversità; tutela dei minori; difesa dei consumatori; concorrenzialità e trasparenza dei mercati vigilati; tutela della cultura e del diritto d’autore.
Ecco, allora, la rilevanza della domanda di fondo, tra quelle affrontate oggi da Lasorella: la formazione dell’opinione del cittadino potrebbe rischiare di dipendere dalle scelte algoritmiche? I dati, frattanto, registrano le preoccupazioni di più della metà della popolazione italiana che non solo si è imbattuta nel cosiddetto hate speach, nel ciberbullismo, nella disinformazione nonostante gli alti livelli di alfabetizzazione digitale… ovvero in tutti i fenomeni indotti dalla Babele o dalla Gerusalemme, costruite nell’ambito della comunicazione contemporanea. Ma fa emergere, nel contesto della media literacy, come ricordato del Rapporto di ricerca in materia di fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale, anche la forte preoccupazione di più di quattro italiani su dieci che si dichiarano “molto preoccupati” per lo hate speech, i contenuti illegali di diverso tipo, le sfide social, la disinformazione e il cyberbullismo.
Certo, aggiunge Lasorella in relazione al rapporto tra piattaforme e informazione, esiste oggi una importante sentenza europea in materia di “equo compenso” per la remunerazione di contenuti giornalistici online (un tema che riguarda anche le testate presenti nel web). La Corte di Giustizia UE, infatti, ha recentemente stabilito la conformità al diritto UE della normativa primaria italiana e del regolamento AGCOM (delibera n. 3/23/CONS) in materia di equa remunerazione per l’utilizzo online di pubblicazioni giornalistiche. La Corte ha confermato, in particolare, in caso di mancato accordo tra le parti, la legittimità del ruolo di AGCOM, nel definire i criteri di riferimento da utilizzare per determinare l’equo compenso e quantificarne l’importo, nonché nel vigilare sul rispetto degli obblighi di informazione gravanti sui prestatori e nell’imporre sanzioni in caso di inosservanza di tali obblighi.
Non possiamo, per limiti di spazio, verificare tutto quanto è stato sinteticamente affrontato dal Presidente AGCOM circa la vera e propria Bastiglia della comunicazione. Tuttavia, piace segnalare almeno quanto riguarda le attività di test e sperimentazione dell’applicazione europea di age verification, la cui piena operatività, prevista entro la fine dell’anno, richiederà ai fornitori di servizi online, di verificare, in forma anonima, la maggiore età degli utenti, senza comprometterne la riservatezza e, al contempo, rafforzando in modo significativo le tutele dei minori nello spazio digitale. Tutte le nostre famiglie e le scuole sanno quanto sia urgente questo problema, da risolvere. Si è proseguito, in particolare, da parte di AGCOM, nell’implementazione della disciplina nazionale in materia di obbligo di verifica dell’età, per bloccare l’accesso da parte dei minori ai contenuti pornografici. Siamo nell’ambito della tutela dei consumatori: in merito, le misure più importanti sono state probabilmente quelle di contrasto al CLI (calling line identification) spoofing: una condotta fraudolenta, particolarmente insidiosa per i consumatori, che si trovano esposti a pratiche commerciali scorrette, quando non a vere e proprie azioni illecite. In questo caso, come nel caso di più generiche pratiche aggressive di contatto commerciale, l’Autorità garante ha voluto intervenire a tutela dei consumatori, imponendo il rafforzamento degli obblighi di verifica e il blocco delle comunicazioni recanti identificativi non coerenti con le numerazioni attribuite.
- Alcuni punti rilevanti della Relazione 2026
Ed ecco i rilevanti punti di cui sono stati oggi offerti e resi disponibili i dati e lo stato di fatto: le Comunicazioni elettroniche; i Servizi postali (nel quale il comparto della corrispondenza è in crisi strutturale, mentre quello dei pacchi risulta in espansione vigorosa); il quadro economico dei media nazionali (in cui la televisione resta il gigante indiscusso dei cosiddetti media tradizionali, mentre l’editoria cartacea quotidiana è crollata quasi a un decimo di quanto si vendeva nel Duemila!); i servizi internet e le piattaforme online, circa i quali esiste da due anni il DSA (Digital Services Act), il quale comincia appena ad affrontare la tematica dal punto di vista dei servizi resi ai cittadini (ben 170, nel corso del 2025, sono stati i reclami pervenuti all’AGCOM, relativi a presunte violazioni del DSA!), soprattutto per quanto concerne l’equilibrio tra dimensione eurounitaria e dimensione nazionale.
In sintesi, a piccoli e grandi passi, l’Ercole contemporaneo si sta davvero avviando verso un nuovo contratto digitale per la nuova era. Nel frattempo occorre domandarsi ad esempio, come fa il Report AGCOM 2026, quale sia l’offerta TV Rai per le persone con disabilità sensoriali divisa per canali. Ma, in vista di quello che è stato felicemente descritto come nuovo contratto digitale per la nuova era, risuonano particolarmente interessanti i programmi di lavoro dell’Autorità per il prossimo anno, pubblicati alla luce dei nuovi indirizzi e obiettivi strategici per il triennio 2026-2028. Eccone almeno l’elenco sommario: 1. Sviluppo delle infrastrutture per la garanzia della connettività alla rete a banda ultra-larga 2. Take-up dei servizi di comunicazione a banda ultra-larga 3. Garanzie per la sicurezza della Rete, considerata l’importanza che assume questo tema in un complessivo ecosistema digitale, che espone tutti gli utenti ad azioni fraudolente: parimenti rilevante è il tema della gestione degli incidenti che possono colpire le infrastrutture digitali rilevanti per il sistema Paese (quale sicurezza e quale resilienza delle reti di comunicazioni elettroniche?). 4. Garanzia della universalità dei servizi essenziali nel settore delle comunicazioni e postale a tutela delle fasce deboli. 5. Tutela dei diritti fondamentali dei minori. 6. Attuazione del DSA (Digital Services Act). 7. Tutela del pluralismo e dei diritti di rilevanza costituzionale, anche nell’ecosistema digitale, e relativo monitoraggio 8. Promozione dell’alfabetizzazione e della cultura digitale. 9. Impulso alla competitività e agli investimenti in innovazione sostenibile.
Un vero e proprio dossier operativo, anche in vista di futuri programmi elettorali…
