Ricordare la visione politica che ha ispirato ogni passaggio decisivo nella costruzione del progetto europeo, partito proprio dalla Sicilia con l’impegno dei sei Paesi fondatori della CECA, e rilanciare l’impegno comune in materia di allargamento.  Sono partite con questo intento ieri 18 giugno in Sicilia con proseguimento oggi le celebrazioni in occasione del 70mo anniversario della Conferenza di Messina e Taormina del 1955, evento che pose le basi per la nascita della Comunità Economica Europea. Fu una conferenza, quella di Messina, presieduta dal ministro degli Esteri belga Spaak, a cui parteciparono i 6 ministri degli esteri della  Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), passo iniziale di un processo federale europeo, con l’obiettivo di studiare e trovare, delle iniziative che potessero far proseguire il processo di integrazione europea avviato nel periodo seguente alla Seconda guerra mondiale. Parteciparono i ministri: Gaetano Martino per l’Italia, Jan Willem Beyen per i Paesi Bassi, Antoine Pinay per la Francia, Joseph Bech per il Lussemburgo, Walter Hallstein per la Repubblica Federale Tedesca e Paul-Henri Spaak per il Belgio. Con la “dichiarazione di Messina” (ovvero Risoluzione di Messina) conclusiva della Conferenza, i rappresentanti dei sei paesi partecipanti enunciarono una serie di principi e di intenti volti alla creazione di quello che diverrà, nel volgere di due anni con la firma dei Trattati di Rom del 1957, il Mercato Europeo Comune (MEC, istituito insieme alla CEE, poi CE ed infine UE), oltre che  della  Comunità europea dell’energia atomica Comunità europea dell’energia atomica (o Euratom) Spesso nei momenti difficili dei rapporti tra gli stati membri dell’Unione Europea è stato volto lo sguardo e l’attenzione verso quello “spirito di Messina“, che animò la conferenza ed i padri fondatori della Comunità Europea che vi parteciparono. “L’Europa – ha ricordato il Ministro Tajani – è una fabbrica in movimento, un processo di rafforzamento deciso e continuo, destinato a difendere e proteggere il benessere e la sicurezza dei nostri popoli.”  “Credo che l’Italia, ma nessun altro paese europeo, – ha detto il Ministro Tajani –  potrebbe fare fronte alle sfide degli anni Duemila. Non abbiamo la forza e la capacità perché il mondo è cambiato”. Dopo il primo evento a Messina dedicato alla figura del Ministro degli Esteri Gaetano Martino, seguito da una cerimonia di inaugurazione della riunione ministeriale al Teatro Antico di Taormina, oggi i lavori proseguono  con una riunione ministeriale presieduta dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale incentrata su allargamento, riforme e futuro dell’Unione. L’iniziativa coinvolge tutti gli Stati membri dell’Unione ma soprattutto i Paesi candidati e potenziali candidati. Tra le partecipazioni, si segnalano quelle dei Ministri degli Affari Esteri o Europei di Francia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia del Nord, Malta, Moldova, Polonia e Serbia e della Commissaria UE per l’Allargamento, Marta Kos.