Roma 10 luglio 2026. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto a Villa Madama la riunione ministeriale del gruppo “Amici dei Balcani occidentali” e dei Ministri degli Esteri dei Balcani.
Il gruppo include 7 Paesi membri dell’UE (Italia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) che cooperano per sostenere l’adesione dei 6 Paesi balcanici candidati o potenziali candidati all’UE: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia.
Per la prima volta è stata inoltre invitata l’Ungheria, in virtù del suo impegno a sostegno dell’integrazione dei Balcani occidentali.
A due mesi dall’ultima riunione ministeriale tenuta a Bratislava, cui aveva partecipato per l’Italia il Ministro Tajani, l’incontro di Roma ha avuto l’obiettivo di proseguire la discussione su come accelerare il processo di allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, stimolando progetti concreti in tema di cooperazione e integrazione regionale, e su come promuovere il loro contributo all’autonomia strategica dell’Unione europea, in particolare nei settori della sicurezza alimentare, delle catene di approvvigionamento e della connettività.
Per questo motivo, tra i partecipanti alla riunione presenti anche il Vice Direttore Generale della FAO Maurizio Martina, il Coordinatore europeo del Corridoio dei trasporti Balcani occidentali – Mediterraneo orientale Marian-Jean Marinescu e il Segretario Generale dell’InCE (l’Iniziativa Centro Europea, volta a promuovere la cooperazione regionale per facilitare l’integrazione europea e lo sviluppo sostenibile), Franco Dal Mas.
“La terza volta che ci riuniamo a Roma in questa veste e’ il segno di un impegno che vogliamo portare avanti senza rallentare!
In Italia abbiamo un detto: «tutte le strade portano a Roma». E anche la strada della riunificazione dei Balcani con l’Europa passa da qui!”
Così il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo i lavori della riunione ministeriale del gruppo “Amici dei Balcani occidentali” e dei Ministri degli Esteri dei Balcani, ricordando lo svolgimento dell’incontro alla vigilia dell’anniversario del massacro di Srebrenica.
“Un episodio – ha affermato Tajani – che vogliamo ricordare come monito e come stimolo a rafforzare il nostro impegno per la pace, il dialogo e la stabilità.”
Riunificazione dei Balcani all’UE
Il titolare della Farnesina ha ribadito il fermo impegno del Governo italiano per la riunificazione dei Balcani occidentali alla famiglia europea e per mantenere le dinamiche regionali e il processo di adesione dei sei Paesi fra le priorità dell’agenda politica.
“Come sapete, – ha detto il Ministro degli Esteri, Tajani – la riunificazione dei Balcani con la storia europea è una priorità politica assoluta per il Governo e per me personalmente.” “Nessuna integrazione europea – ha specificato – potrà mai dirsi completa finché i paesi dei Balcani non avranno aderito alla grande famiglia europea. L’obiettivo è creare un grande spazio di sicurezza, prosperità e crescita per i nostri cittadini e per le nostre imprese.”
“L’unificazione è fondamentale. l’Italia – ha puntualizzato il titolare della Farnesina, Tajani- è fortemente impegnata per sostenere il percorso verso l’Unione Europea dei Paesi riuniti qui oggi e alcuni sono pronti ad entrare come il Montenegro e l’Albania. Riteniamo, con il documento che abbiamo approvato di inviare anche un messaggio chiaro a Bruxelles che non ci sono candidati di serie A e candidati di serie B. Siamo a favore dell’ingresso dell’Ucraina nella moneta unica europea. Ma prima ci sono i Balcani. Non possiamo
far perdere fiducia nei nostri confronti a questi Paesi che non devono essere dimenticati. Per noi sono una priorità e non possiamo certamente permettere che siano altri a guardare con attenzione ai Balcani.”
“L’ho affermato con forza in Europa e negli incontri che ho avuto ad Ankara in occasione del vertice della NATO”- ha ricordato, annunciando: “Lo ripeterò lunedì in occasione del Consiglio «Affari esteri. È fondamentale garantire la parità di trattamento tra i paesi candidati durante i negoziati e la piena uguaglianza tra gli Stati membri una volta completata l’adesione.”
In merito al processo di allargamento dell’UE, l’Italia continua a ritenere che debba rimanere basato sul merito e su standard comuni a tutti i candidati e potenziali candidati.
Clausole di salvaguardia, misure transitorie, monitoraggio post-adesione: possono essere strumenti legittimi, a condizione che siano proporzionati, limitati nel tempo e legati a esigenze oggettive.
Il Ministro Tajani ha, inoltre, confermato nel suo intervento il sostegno italiano alle iniziative di integrazione e cooperazione regionale, valorizzando il ruolo dell’InCE (l’Iniziativa Centro Europea, volta a promuovere la cooperazione regionale per facilitare l’integrazione europea e lo sviluppo sostenibile) e l’attuale presidenza italiana della Strategia UE per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR).
Sul tema della connettività, Tajani ha ricordato, in particolare, l’importanza di progetti infrastrutturali come il Corridoio VIII e l’IMEC (Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa), che conferiscono ai Balcani occidentali un ruolo di ponte naturale verso l’Europa centrale e i corridoi euro-asiatici, contribuendo alla diversificazione delle catene di approvvigionamento e riducendo così vulnerabilità e dipendenze esterne.
Valorizzati, infine, i gemellaggi amministrativi e le forme di assistenza tecnica (Twinning e TAIEX) che trasferiscono esperienze e capacità istituzionali ai Paesi candidati: l’Italia è il primo Stato membro per numero di esperti mobilitati in questi programmi.
