Dopo dieci anni dalla riforma (2015-2025) il sistema del Credito Cooperativo si conferma più solido e coeso. E’ quanto emerge dall’ Assemblea annuale di Federcasse (l’Associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen) che ha tenuto nei giorni scorsi i suoi lavori presso l’Auditorium della Tecnica a Roma.
L’evento è stato occasione per ribadire i valori fondanti del sistema: mutualità, prossimità e legame con il territorio e, con i dati esposti, per evidenziare una crescita in controtendenza rispetto al settore bancario generale:
Mentre in Italia il numero totale di sportelli è sceso da 30.723 (2014) a 19.140 (fine 2025), le Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno aumentato la loro quota di mercato dal 15% al 21,5%.
In 808 Comuni, le BCC rappresentano l’unica presenza bancaria rimasta, mentre gli impieghi sono cresciuti del 9%, passando da 133 a oltre 145 miliardi di euro.
“Risultati- ha spiegato il Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba riconfermato Presidente del Consiglio Nazionale di Federcasse per il triennio 2026-2029.– che sono il prodotto di una consapevole strategia intesa a coniugare coerenza ed efficacia. Coerenza con il modello cooperativo
e mutualistico di servizio ai soci e ai territori di insediamento; efficacia economica dell’operatività, che accumula e trasmette il capitale (finanziario e di conoscenza) alle generazioni future”.
Nel suo intervento ai lavori il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani ha definito l’economia sociale una leva di crescita, annunciando misure di supporto nella prossima Legge di Bilancio e sottolineando la necessità di applicare il principio di proporzionalità anche a livello europeo per riconoscere le specificità delle BCC.
Prospettive future
La riforma ha consolidato il sistema senza snaturarne l’identità cooperativa. La strategia futura punta a mantenere le radici nei territori, utilizzando la vicinanza come metodo operativo e la cooperazione come responsabilità per accompagnare famiglie, imprese e comunità nello sviluppo economico e sociale.
Allo scorso mese di marzo, erano 220 le BCC italiane, con 4.081 sportelli. La loro, una presenza capillare: in 2.511 Comuni e in 102 Province con le BCC unica presenza bancaria in 740 Comuni (di cui l’83,9% ha meno di 5 mila abitanti; il 13,8% tra i 5 mila e i 10 mila abitanti; il 2,3% con oltre 10 mila abitanti).
