La Napoli del calcio dopo essere sicura della partecipazione alla prossima Champions League s’è risvegliata stamani con l’ amletico dubbio sul futuro allenatore della squadra del presidente De Laurentiis viste le parole di Conte nel post partita di Pisa-Napoli. Parole che sono sembrate a molti il testamento ereditario, il lascito del tecnico alla prossima squadra tutta da pensare e preparare. Una squadra da inventare e un club da rafforzare?
Secondo noi un po’ l’ una e un po’ l’ altra cosa che la sibillina conferenza di Conte con cui il tecnico si è rimesso al centro della scena ha fatto da cassa di risonanza per il suo certo addio.
E dubbi, perplessità sulla permanenza di Conte in panchina anche nella prossima stagione hanno accompagnato i commenti a caldo di tifosi e addetti ai lavori più o meno e soprattutto poco informati.
In 55 anni di calcio e 72 di vita lavorando sodo, ho capito due cose fondamentali: 1) la vita va comunque affrontata e vissuta anche quando sei in trincea; 2) nel calcio non si inventa nulla, si ricicla tutto, anche inquietudini, incertezze e domande. Quelle che ritornano ciclicamente con Conte. Le reazioni del tecnico leccese alle sconfitte del Napoli hanno sempre scatenato i quotidiani interlocutori, soprattutto i media e parte della tifoseria e mi ha colpito la quasi totale assenza di suoi alleati nelle prese di posizione contro squadra e anche altre diverse componenti della società, escluso il presidente.
Allora gli “untori” preferiscono criticarlo, chi per il gioco poco spettacolare,chi per la difesa a tre, chi per la contraddittoria campagna acquisti costata alla società oltre 300 milioni in due anni chi, infine, per i trenta e più infortuni occorsi ai giocatori.
Dette così le critiche sembrano fare effetto ma la realtà, chi vuole capire capisca, è quella descritta dal tecnico con parole da interpretare. Conte ha da mesi in testa un certo Napoli perché dopo i due scudetti in tre stagioni pensava e pensa che fosse necessaria una rifondazione. La questione,insomma, è la stessa posta da Conte alla fine della scorsa stagione a scudetto vinto: dove vogliamo andare, quali sono gli obiettivi, che programma per ottenerli?
Conte che aveva già ritenuto assai difficile ripetersi dopo lo scudetto vinto al primo colpo ora, dopo un quasi certo secondo posto, ha ripetuto il suo mantra: ” Vedrò il presidente con il quale il rapporto è solido e decideremo di comune accordo per il bene del Napoli”.
Non ho mai creduto che non si fossero già parlati perché oggi le squadre si comincia a programmarle già a febbraio. In finale di conferenza ha rimandato tutto dopo l’ ultima partita sottolineando la gratitudine verso il presidente “per avermi fatto allenare a Napoli”.
De Laurentiis gli ha proposto l’ inizio di un nuovo ciclo, possibilmente vincente, o un ringiovanimento della rosa senza assicurargli la competitività che il tecnico vuole sempre?
Se così fosse non ci sarebbe da discutere su un Addio scritto, perché troppe volte Conte ha cercato un nuovo inizio cui poche volte ha fatto seguito un passo successivo di prosecuzione del progetto ” sulla fiducia”.
Ma è concreta la possibilità e la volontà di accontentare Conte? Di una cosa siamo certi: De Laurentiis, Conte o no, non può ridimensionare il progetto Napoli pena la possibilità di non riuscire e centrare il piazzamento Champions nel prossimo campionato. Giovani campioni o potenziali fuoriclasse la squadra deve continuare a alzare la qualità complessiva dell’ organico visto che la concorrenza diventerà sempre più agguerrita. Volenti o nolenti i due sono legati dalla stessa ambizione e voglia di primeggiare pieni come sono di un Ego immenso. ADL sicuramente con un rapporto con il calcio meno ossessivo/ossessionante del suo allenatore.Vedremo come finirà senza tenere conto delle maldicenze e dei veleni che stanno avvelenando l’ ambiente in modo squallido. Spero che eventuali protagonisti di ricatti e di un Gossip miserabile provvedano a smentire calunnie e contrasti. Resti o meno, sono convinto che Conte è l’ unica garanzia per vedere anche nella prossima stagione un Napoli forte. Come i cinesi aspetterò seduto sulla riva del fiume per capire chi, nella prossima stagione, avrà fatto più danni ” per il bene del Napoli”…!Meditate gente e tifosi.