Il punto della situazione sulla procedura introdotta nel 2021, che oggi è utilizzata da circa il 2% delle imprese
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Nel 2025, sono state costituite tramite la procedura online oltre 2000 imprese, di cui 1 su 3 da under 35, e oltre metà da under 45
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Lombardia e Lazio rappresentano insieme oltre il 64% delle costituzioni digitali italiane, ma le persone che ricorrono a questo metodo sono più distribuite sul territorio italiano
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Informatica/Software è il primo settore (25,8%), seguono Commercio (10,8%), Edilizia/Costruzioni (7,6%) e Consulenza (6,9%)
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Circa un quarto delle imprese è rappresentato da startup innovative, dimostrando che la costituzione online è adatta alle necessità anche di imprese tradizionali
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Impatto economico: almeno 6 milioni di euro di risparmi nel 2025, circa 3.000 euro per impresa, solo su costi notarili e burocratici
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Milano, 19 maggio 2026 — Dal 2021, in Italia è possibile aprire una società interamente online con atto in videoconferenza, in linea con le raccomandazioni europee sulla semplificazione e digitalizzazione della burocrazia. Mentre il tessuto imprenditoriale italiano continua la sua trasformazione digitale, LexDo.it, leader in Italia nell’apertura di imprese online, ha tracciato un identikit di chi sceglie di fondare aziende in maniera completamente digitale.
L’analisi di LexDo.it, basata su un campione ampio e distribuito su tutto il territorio nazionale, fotografa un fenomeno in rapida espansione nel panorama italiano, seppur la percentuale di imprese costituite online rimanga ancora contenuta. Secondo i dati Movimprese di InfoCamere, nel 2024 sono state costituite oltre 120.000 società di capitali, ma solo l’1% circa da remoto (circa 1.000 imprese). Nel 2025 si registra però una crescita. LexDo.it, il primario operatore del settore, ha registrato un raddoppiamento nelle imprese create attraverso la piattaforma, raggiungendo oltre 2000 costituzioni.
“La costituzione online sta diventando lo standard per chi vuole avviare velocemente e con metodo. Con LexDo.it diamo un punto di riferimento a chiunque voglia aprire, gestire e far crescere una nuova attività completamente online” commenta Giovanni Toffoletto, CEO & Founder di LexDo.it. “Nel 2025 questa scelta ha generato circa 6 milioni di euro di valore risparmiato in burocrazia per gli imprenditori: più risorse da investire in prodotto, persone e crescita”.
Fondata nel 2015 da Giovanni Toffoletto, LexDo.it semplifica ogni fase dell’esperienza imprenditoriale, grazie a un servizio completamente online, accessibile, rapido e guidato. Con un unico spazio digitale e l’assistenza di avvocati e commercialisti dedicati, offre a imprenditori, startup e professionisti tutti gli strumenti per aprire un’attività comodamente online, gestire tutta la burocrazia, risparmiare e far crescere la propria attività con strumenti extra.
Identikit di chi sceglie la costituzione societaria online
I dati di LexDo.it mostrano un profilo anagrafico chiaro di chi sceglie la costituzione online per avviare una società: il 51,4% ha tra 25 e 44 anni, mentre gli under 35 rappresentano il 30,9% del totale. L’età media è di 43,6 anni. Un dato che contrasta con l’età media di imprenditori e imprenditrici in Italia, che si attesta intorno ai 52 anni secondo recenti analisi (Confesercenti, 2025). Emerge dunque un divario generazionale significativo: chi sceglie il canale digitale è mediamente più giovane di quasi 9 anni rispetto alla popolazione imprenditoriale tradizionale, segnale di come la digitalizzazione intercetti – e probabilmente abiliti – fasce d’età più abituate all’utilizzo quotidiano di tecnologie digitali.
Il divario di genere persiste anche nel canale digitale: 71,6% uomini contro 28,4% donne. Un dato in linea con la rappresentanza femminile nell’imprenditoria. Secondo i dati ISTAT 2024, infatti, circa il 30% delle imprese italiane è guidato da donne.
Il 13,3% delle costituzioni online analizzate coinvolge persone nate all’estero. Una percentuale che rispecchia il trend nazionale: secondo i dati Stockview-Infocamere elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, alla fine del 2024 gli imprenditori nati all’estero in Italia erano pari al 10,6% del totale.
Sul piano della residenza, le persone che hanno costituito imprese digitalmente risultano concentrati soprattutto in Lombardia (11%) e Lazio (5,6%), seguite da Veneto (2,7%) e Piemonte (2,5%). Il dato suggerisce una forte polarizzazione nei principali hub economici e professionali del Paese, ma con una presenza distribuita anche in altre aree, tra cui Sicilia (1,8%), Campania (1,7%) e Toscana (1,47%). Si registra inoltre una quota di founder residenti all’estero (1,12%), a conferma della natura potenzialmente cross‑border dei percorsi imprenditoriali che scelgono canali digitali.
Guardando alla residenza su base urbana, la distribuzione evidenzia una concentrazione nelle grandi aree metropolitane. Roma è la prima città di residenza (6%), seguita da Milano (5%). A distanza si collocano Torino (1,2%) e Bologna (0,8%), poi Napoli (0,7%), Genova (0,65%) e Palermo (0,6%). La mappa per città conferma che la costituzione digitale è adottata soprattutto da founder che risiedono nei principali poli dove si concentrano reti professionali, servizi avanzati e un ecosistema imprenditoriale più strutturato. Allo stesso tempo, la presenza in classifica di città medio-grandi e capoluoghi diffusi lungo tutta la penisola (ad esempio Modena, Padova, Brescia, Venezia, Trieste e Cagliari) indica che il canale online intercetta anche una domanda meno “centrale”, rendendo l’avvio d’impresa più accessibile anche fuori dai due hub principali.
I dati mostrano un quadro variegato anche sul fronte del percorso professionale precedente alla fondazione. La quota più ampia di chi sceglie la costituzione online proviene dal mondo del lavoro dipendente (36,9%), a conferma del fatto che la digitalizzazione del processo abbassa la soglia di accesso anche per chi non ha ancora esperienza diretta di impresa. Quasi un terzo (29,4%) era già imprenditore, segnale che il canale digitale è apprezzato anche da chi apre un nuovo veicolo societario dopo esperienze precedenti. La restante parte (29,3%), non aveva un impiego al momento della costituzione societaria.
Distribuzione geografica e settoriale delle società costituite online
Sul fronte territoriale, la digitalizzazione segue – e in parte amplifica – le direttrici geografiche tradizionali dell’imprenditoria italiana. La Lombardia guida con quasi il 45% delle costituzioni online, seguita dal Lazio con oltre il 20%. Insieme, queste due regioni rappresentano più del 64% del totale, confermando il ruolo centrale dei due principali hub economici del Paese.
Seguono a distanza Veneto (5,6%) ed Emilia-Romagna (5,6%), mentre il Piemonte si attesta al 5,3%. Tra le regioni del Sud, emerge la Sicilia con quasi il 4% delle costituzioni, seguita da Puglia (2,4%) e Campania (2,2%).
Scendendo nel dettaglio provinciale, la concentrazione nelle aree metropolitane risulta ancora più evidente. Milano da sola intercetta oltre il 20% delle costituzioni online a livello nazionale, seguita da Roma con il 10%. Insieme, le due province rappresentano quasi un terzo del totale, confermandosi non solo come principali poli economici del Paese, ma anche come territori dove la digitalizzazione dei servizi alle imprese trova terreno più fertile. A distanza seguono Torino (2,3%), Bologna (1,5%) e Verona (1,0%), mentre tra i capoluoghi meridionali emergono Napoli (1,0%) e Palermo (0,9%). La mappa della costituzione digitale ricalca quindi la geografia dell’innovazione italiana: aree urbane a forte densità imprenditoriale, ecosistemi startup consolidati e territori dove la cultura digitale è più radicata. Un dato che conferma come la scelta del canale online sia ancora fortemente correlata all’accessibilità tecnologica e alla presenza di reti professionali e di servizi avanzati.
La concentrazione delle imprese costituite online in alcune regioni a maggiore densità economica – in primis Lombardia e Lazio – e a Roma e Milano, maggiore rispetto alla concentrazione di persone che costituiscono imprese digitalmente residenti in queste regioni e città, può indicare anche un effetto di “attrazione” di questi ecosistemi: la possibilità di avviare una società da remoto riduce infatti i vincoli legati alla prossimità fisica e può facilitare la scelta di localizzare l’impresa in territori dove si concentrano servizi, reti professionali e opportunità, anche quando il founder non risiede nella stessa regione o città. In questo senso, la costituzione digitale non solo semplifica l’avvio dell’attività, ma può contribuire a rendere più accessibile la creazione d’impresa in hub nazionali per imprenditori che vivono altrove, in Italia o all’estero.
Dal punto di vista dei settori, i dati mostrano una composizione molto eterogenea, ma con una chiara prevalenza delle attività digitali: Informatica e Software è la categoria più rappresentata (25,8%). Al secondo posto si posiziona il Commercio (10,8%), seguito da settori tradizionali ma molto presenti come Edilizia e Costruzioni (7,6%) e Consulenza (6,9%).
Non solo startup innovative
I dati sulla costituzione di società online dimostrano inoltre come questo servizio sia ormai adottato trasversalmente dal tessuto imprenditoriale italiano, ben oltre il perimetro delle startup innovative. Oltre il 74% delle società costituite attraverso la piattaforma digitale, è rappresentato da società tradizionali, mentre le startup innovative rappresentano il 25,8% del totale, una quota significativa ma non prevalente.
Questo dato evidenzia come la digitalizzazione del processo di costituzione societaria risponda a un’esigenza diffusa di semplificazione burocratica e riduzione dei tempi, intercettando tanto le nuove realtà ad alto contenuto tecnologico quanto le imprese più tradizionali che scelgono strumenti digitali per avviare la propria attività con maggiore efficienza.
Risparmio e velocità: i driver nascosti
L’analisi evidenzia anche un risparmio complessivo stimato in almeno 6 milioni di euro generato dalla scelta del canale digitale nel 2025, ovvero di circa 3.000 euro per azienda costituita digitalmente, tenendo in considerazione solo le spese notarili e di burocrazia per l’apertura e i primi mesi di attività, a cui si aggiungono eventuali spese di viaggio, se i soci non si trovano tutti nella città dove l’azienda ha la sua principale sede, che potrebbero diventare elevate in caso di fondatori residenti all’estero. Un dato economicamente rilevante che, tuttavia, non rappresenta l’unico fattore di scelta: velocità, trasparenza e accessibilità del processo sono elementi altrettanto determinanti per chi decide di costituire una società online.
Uno sguardo al futuro
I dati indicano che la costituzione societaria online sta uscendo dalla dimensione sperimentale per diventare uno standard operativo per chi cerca rapidità, trasparenza e costi più prevedibili. La forte concentrazione delle sedi in alcuni hub e la presenza di founder residenti in territori diversi, suggeriscono inoltre che il canale digitale possa ridurre i vincoli geografici e rendere più semplice avviare un’impresa anche quando soci e servizi non si trovano nella stessa città. In prospettiva, l’evoluzione della costituzione da remoto può contribuire a rendere il sistema imprenditoriale italiano più accessibile e competitivo, a patto di continuare a semplificare i passaggi burocratici e ad aumentare l’integrazione digitale tra imprese e pubblica amministrazione.
LexDo.it è il primo servizio digitale in Italia per aprire, gestire e far crescere una nuova società. Tutto online, in un’unica piattaforma completa.
Nota metodologica
Analisi condotta da LexDo.it su un campione di 2.000 costituzioni online effettuate nel 2025. Le statistiche demografiche (genere, fascia d’età, luogo/codice di nascita) sono state ricavate tramite decodifica e normalizzazione dei codici fiscali presenti nel dataset (relative sia a imprese che a fondatori). I risultati sono presentati in forma aggregata.
