Porre il bene comune al di sopra degli interessi di parte, custodendo la vita in tutte le sue fasi e condizioni, senza rassegnazione di fronte alle emergenze croniche del territorio.

E’ l’obiettivo dell’Appello dei Vescovi della Campania alle Istituzioni, agli amministratori, ai rappresentanti politici, alla società civile e alle comunità ecclesiali presentato stamattina presso la sede della Conferenza Episcopale Campana a Pompei.

L’Appello lanciato dai Vescovi regionali che richiama la società a un “sussulto di dignità e responsabilità”, maturato alla luce del messaggio consegnato da Papa Leone XIV durante la sua recente visita in Campania, intende offrire un contributo di riflessione e una parola di speranza dinanzi alle sfide che interrogano il presente e il futuro della nostra regione.

I Vescovi richiamano la necessità di considerare le grandi questioni che segnano oggi la nostra terra come espressioni di un’unica responsabilità condivisa verso la dignità della persona e il bene comune: la tutela della vità, la salute, il lavoro, la legalità, l’accoglienza, la custodia del creato, il contrasto alle povertà e alle disuguaglianze.

“Il messaggio del Papa – ha affermato Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana – è rivolto anche e soprattutto a noi Chiesa della Campania, non solo agli altri, a tutti noi. Noi Chiese campane facciamo la nostra parte, cioè raccogliamo quell’appello, lo organizziamo lo stimoliamo perché diventi programma e non rimanga inattuato, soprattutto da parte di quanti hanno responsabilità ad operare bene.”

“La recente visita di Papa Leone in Campania  – recita l’appello della Coferenza Episcopale Campana – ha consegnato alle nostre Chiese una parola che non possiamo lasciare cadere. Il Santo Padre ha richiamato tutti a un sussulto di dignità e di responsabilità, invitando a servire la vita, a scegliere la giustizia e a porre il bene comune al di sopra degli interessi di parte.

Come Vescovi della Campania, sentiamo il dovere di raccogliere e rilanciare questo messaggio.

Ci sta a cuore la Campania. Ci stanno a cuore le nostre comunità, le famiglie, i giovani, gli anziani, i malati, i lavoratori, i migranti, i detenuti, coloro che abitano le aree interne, le periferie urbane e sociali, le terre ferite dall’inquinamento, dall’illegalità e dall abbandono.

In questa luce, sentiamo il dovere di richiamare alcuni temi che interpellano oggi la Campania e chiedono un discernimento serio, condiviso e non ideologico.”

Le priorità tematiche

I Vescovi elencano una serie di questioni interconnesse invitando ad un discernimento serio e non ideologico in tema di:

Custodia della vita e Salute:Viene sottolineata la necessità di accompagnamento nella malattia, nel fine vita e nelle cure palliative. Si esprime preoccupazione per la “deospedalizzazione” dell’aborto, visto come una semplificazione procedurale che rischia di ignorare la solitudine delle donne e la tutela della vita nascente. Si denunciano inoltre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e l’emigrazione sanitaria dei pazienti campani verso altre regioni.

 

Giustizia Sociale e Carcere: L’appello tocca la condizione dei detenuti, delle loro famiglie e del personale penitenziario, chiedendo percorsi di giustizia riparativa e reinserimento piuttosto che la mera custodia. E’ richiamata l’attenzione anche sui Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), sulla condizione di migranti e Rom, invitando a non vederli come problemi ma come persone da integrare.

Lavoro e Povertà: Si condanna lo sfruttamento lavorativo, il caporalato, il lavoro povero e ogni economia che sacrifica la dignità umana al profitto. Particolare attenzione è rivolta ai senza fissa dimora e alle famiglie in difficoltà.

Territorio e Legalità: I Vescovi portano nel cuore le “aree interne” a rischio spopolamento e abbandono dei servizi, nonché le ferite della “Terra dei Fuochi” (inquinamento e illegalità camorristica), auspicando una bonifica morale e ambientale. Si segnala anche il disagio giovanile, la povertà educativa e la violenza minorile, oltre al problema degli abbattimenti delle case.

Il Principio Unificante: La Dignità della Persona
Il documento ribadisce che la vita è “tutta intera” e la dignità della persona è una sola. Citando la Dottrina Sociale della Chiesa, i Vescovi equiparano gli attentati alla vita in tutte le loro forme: dall’aborto alla morte dei migranti in mare, dalla morte sul lavoro per mancata sicurezza all’eutanasia e alla guerra. Non si tratta di una parola di parte, ma di un richiamo radicato nel Vangelo per aprire cammini di confronto e non di contrapposizione.

Appello alle Istituzioni e alla Società
Il messaggio si rivolge a due principali destinatari:
1. **Le comunità cristiane:** Invitate a non cedere alla paura o alla rassegnazione.
2. **Le Istituzioni e la politica:** Agli amministratori e ai rappresentanti politici (specialmente quelli che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa) si chiede coerenza, coraggio e la capacità di tradurre i principi in scelte concrete.I Vescovi precisano di non voler sostituire le istituzioni né offrire soluzioni tecniche, ma rivendicano il dovere di non restare indifferenti dinanzi a scelte che incidono sulla vita dei più fragili. Chiedono fortemente l’attivazione di un confronto vivo e di un dialogo serio con i soggetti sociali prima di assumere decisioni definitive.

Conclusione
L’appello si chiude con un atto di amore verso la Campania: riconoscendone le ferite ma anche le risorse e la capacità di rialzarsi, i Vescovi invitano tutti a servire la vita, scegliere la giustizia e costruire insieme un futuro di fratellanza, rifiutando che il destino della regione sia consegnato all’illegalità o all’indifferenza.