E’ partita  con l’apertura del primo panel di lavori del viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli  oggi “Coopera”, la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo, in programma presso l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie sistine a Roma.

Stabilita dall’articolo 16, comma 3, della Legge 125/2014, secondo il quale “ogni tre anni il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convoca una Conferenza pubblica nazionale per favorire la partecipazione dei cittadini nella definizione delle politiche di cooperazione allo sviluppo”,  l’evento rappresenta dunque un importante occasione per valutare le priorità e le iniziative della Cooperazione italiana, e, al tempo stesso, un momento di confronto per gli attori che la compongono.

 Previste quattro sessioni plenarie:

– La grande famiglia della cooperazione italiana allo sviluppo – fare squadra INSIEME;

-L’Italia e le grandi crisi umanitarie;

– Educazione e conoscenza alla base di crescita e sviluppo;

 -Il contributo alla cooperazione italiana al Piano Mattei.

A queste si affiancano diverse sessioni tematiche, dedicate ai principali ambiti di intervento della Cooperazione italiana: finanza per lo sviluppo, partenariato pubblico-privato, collaborazione in ambito europeo.

 Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani interverrà oggi alle ore 15.00 alla sessione plenaria inaugurale dal titolo “La grande famiglia della cooperazione italiana allo sviluppo – fare squadra insieme” e successivamente al panel dedicato a “L’Italia e le grandi crisi umanitarie”.

 La sessione, introdotta dalla giornalista Giorgia Cardinaletti, offrirà l’occasione per presentare il sistema della cooperazione italiana allo sviluppo attraverso il racconto di un’Italia che costruisce partenariati, promuove crescita sostenibile e rafforza il dialogo con i Paesi partner, in Africa come nel resto del mondo. Un impegno condiviso che coinvolge amministrazioni pubbliche, enti territoriali, università e centri di ricerca, organizzazioni della società civile, settore privato e organizzazioni internazionali, contribuendo a rafforzare l’azione esterna dell’Italia e la capacità del Paese di rispondere alle grandi sfide globali.

 Nel corso della sessione dedicata alle emergenze umanitarie saranno approfonditi i temi della sicurezza alimentare, della salute, della formazione, dello sminamento umanitario e della gestione delle crisi, con particolare attenzione al ruolo operativo e al contributo delle professionalità impegnate sul campo. Saranno inoltre presentate alcune iniziative della Cooperazione Italiana, tra cui “Food for Gaza”, “Italy for Sudan” e l’azione in Ucraina.

 Alla Conferenza parteciperanno inoltre il Vice Ministro Edmondo Cirielli, i Ministri della Salute Orazio Schillaci e dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, rappresentanti delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni internazionali e del mondo accademico, del settore privato nonché personalità della cultura, dello sport e dello spettacolo.

 I lavori di “COOPERA” proseguiranno anche domani 27 maggio con ulteriori sessioni dedicate al confronto sulle principali sfide globali del nostro tempo, quali l’istruzione e la formazione, oltre all’impegno della cooperazione nell’ambito del piano Mattei.

 Più di 1400 partecipanti registrati e oltre 80 relatori per i due giorni di Conferenza.

 La Cooperazione allo sviluppo è parte integrante e qualificante della politica estera italiana, volta alla promozione della pace, della giustizia e della stabilità. Nella definizione delle proprie politiche di sviluppo, l’Italia ha come punto di riferimento l’Agenda 2030.
In questo percorso, il ruolo dei partenariati assume un rilievo crescente: l’aiuto pubblico allo sviluppo rimane imprescindibile, ma da solo non è sufficiente. Risulta necessario coinvolgere in maniera coordinata attori tradizionali, settore privato, società civile, accademia e nuovi donatori internazionali. L’Italia conferma il suo impegno nel percorso pluriennale di avvicinamento graduale agli obiettivi dello 0,7 per cento del Reddito Nazionale Lordo e dello 0,15-0,20 per cento per Paesi meno avanzati (PMA), fissati dall’Agenda 2030 e in linea con l’art. 30 della Legge n. 125/ 2014.