Il delicato equilibrio geopolitico mondiale, tra la minaccia dei dazi e l’impatto dei conflitti, il rischio dei cibi ultra formulati per la salute, la sfida della sostenibilità, della biodiversità e della tutela del made in Italy, fino alla Politica Agricola Comune: sono solo alcuni dei temi al centro della XXIII edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti in corso a Roma, al Casino dell’Aurora Pallavicini, Palazzo Rospigliosi, oggi, con prosieguo dei lavori anche domani.
Alla due giorni dell’appuntamento di riferimento per l’agroalimentare italiano, occasione unica di dialogo e riflessione sulle trasformazioni in atto a livello nazionale e internazionale, rappresentanti delle istituzioni, esperti, accademici, opinionisti e protagonisti del mondo economico, finanziario e politico in un confronto con il Presidente Ettore Prandini e il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo su sfide e prospettive di un comparto strategico e identitario per la crescita del Paese e per la valorizzazione del made in Italy agroalimentare.
Gesmundo: “Cambiamento radicale in atto, l’uomo rischia di diventare strumento della tecnologia”
“Saranno gli storici, un domani, a giudicare se quello che stiamo vivendo sia un semplice passaggio o un vero cambiamento radicale, quasi uno stravolgimento, un nuovo paradigma con cui dovremo confrontarci negli anni a venire. Tutti gli elementi per parlare di un processo drammatico, complesso e pieno di incognite ci sono. Con il cambiamento radicale in atto, l’uomo rischia di diventare strumento della tecnologia. Il Forum è un momento di riflessione collettiva, un confronto aperto tra istituzioni, esperti e società civile. Noi crediamo nel dialogo, non nella divisione. Una società che si chiude in visioni contrapposte smarrisce la speranza e la direzione del futuro. Dopo ottant’anni torniamo a parlare di guerra atomica come se fosse normale: segno che abbiamo perso la bussola. Servono parole e azioni disarmate per ritrovare un cammino comune”- ha detto il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, aprendo i lavori del Forum a cui nella prima parte della giornata, dopo la “lectio magistralis” del Prof. Antonio Gasbarrini, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, della Unita’ Operative Complesse di Medicina Interna e Gastroenterologia e del CEMAD (Centro Malattie dell’Apparato Digrente) della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma.,
sono seguiti, fra gli altri, gli interventi di Guido Crosetto, Ministro della Difesa, Giulio Tremonti, Presidente della Commissione Affari esteri e comunitari, Camera dei Deputati e Matteo Renzi, Presidente Italia Viva, moderati dalla giornalista Monica Maggioni.
Gasbarrini (Policlinico Gemelli): “Contro rischi cibi ultra formulati soluzione è tornare a mangiare naturale”
“Contro i rischi e i problemi legati al consumo di cibi ultra formulati la soluzione è semplice, ma radicale: dobbiamo tornare a mangiare in modo naturale, a scegliere cibi freschi e non ultraprocessati, per migliorare la nostra salute e prevenire le malattie croniche. E questa scelta deve partire dai bambini, prima di tutto. È una sfida enorme, ma se non la affrontiamo, i costi per la salute e l’economia saranno insostenibili”. Così suo intervento al Forum Coldiretti il professor Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico del Policlinico Gemelli di Roma e Presidente del Comitato Scientifico Fondazione Aletheia.
“Il titolo della mia relazione è “Metainfiammazione, Disbiosi e Asse Enterolimbico” — due termini che magari per qualcuno sono nuovi ma in realtà, questa relazione potrebbe anche essere intitolata “Longevità”, un concetto che parte fin dall’infanzia, perché se vogliamo parlare di longevità, dobbiamo chiederci: i bambini nel mondo sono sani?” ha esordito Gasbarrini, evidenziando le preoccupanti proiezioni degli attuali rilevamenti epidemiogici legati alla cattiva alimentazione. “È un disastro globale quello che sta accadendo. Se non facciamo qualcosa, tra 15-20 anni, i costi di queste problematiche saranno insostenibili. Oggi, in molti paesi in via di sviluppo, l’obesità è la nuova epidemia, non più la malnutrizione. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, è lì che vediamo il picco dell’obesità.”
“Entro il 2050, -ha spiegato il Prof. Gasbarrini – si prevede che il 35% dei bambini nel mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, saranno obesi, non in sovrappeso, ma obesi. Già negli Stati Uniti, un disastro epocale è in atto: il 30% dei bambini sono sovrappeso e il 15% è insulino resistente. Un fenomeno che prima osservavamo a 50 anni, ora si manifesta a 25-30 anni, con un anticipo di almeno 20 anni. Questo scenario avrà impatti economici devastanti: nel 2050, i costi globali legati all’obesità supereranno i 18 trilioni di dollari. E non siamo preparati ad affrontare questa esplosione.”
“La nostra risposta, purtroppo, – ha detto – è inefficace. Parliamo tanto della dieta mediterranea, ma la verità è che non la seguiamo più, né in Italia né nel mondo. Anche il nostro paese sta andando verso un’epidemia di obesità. Oggi, in Italia, il 40% degli adulti sono sovrappeso e il 20% obesi. Nei bambini, il 35-40% sono in sovrappeso e circa il 10% obesi. Il problema è enorme, e credo che solo in un paese come l’Italia, dove la cultura del cibo è così radicata, si possano affrontare questioni del genere con una discussione seria. Guardando ai bambini, pensiamo alla scena di un film neorealista: bambini magri, che giocano e sono ben nutriti. Oggi, purtroppo, la realtà è ben diversa: i bambini sono meno attivi, mangiano alimenti ipercalorici e la loro salute è compromessa. Un aspetto fondamentale sono le bevande zuccherate: dovrebbero essere bandite. Sono tossiche, eppure le vediamo continuamente, persino nelle scuole. La dieta moderna altera la barriera intestinale, ed è ormai chiaro che il sovrappeso e la metainfiammazione che ne deriva non sono solo problemi estetici, ma vere e proprie malattie. Il grasso viscerale, ad esempio, rilascia citochine che causano infiammazione sistemica, e sappiamo che l’obesità è alla base di una lunga lista di malattie croniche: diabete, malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, cancro e tante altre.”
Ministro Crosetto: “Pace e sicurezza, prerequisiti anche per l’agricoltura. L’Italia protagonista grazie alla sua credibilità”
«Viviamo tempi difficili, ma questa settimana si è aperta con un segno di speranza: il processo avviato in Medio Oriente sarà lungo e complesso, ma almeno è cominciato», ha dichiarato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, nel suo intervento, sottolineando come i conflitti internazionali abbiano ormai un impatto diretto sulla vita quotidiana e sull’economia reale e evidenziato la necessità di un clima di stabilità globale per garantire sviluppo e sicurezza alimentare.
«Oggi –ha detto il Ministro Crosetto – una crisi in Medio Oriente o in Ucraina non è più lontana: arriva sulle nostre tavole, nei costi dell’energia, nelle difficoltà degli agricoltori e delle famiglie».«La sicurezza è come l’aria: ci accorgiamo della sua importanza solo quando manca. E un mondo più sicuro significa un mondo in cui anche chi lavora la terra può vivere meglio».
Rivendicando il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali, il Ministro ha ricordato come la credibilità del nostro Paese sia fondata su una tradizione di rispetto e umanità: «I nostri militari non sono simbolo di forza o di prevaricazione, ma di dialogo. È un tratto culturale che nasce dal nostro modo di essere italiani e che si riflette anche nel mondo agricolo, dove la pazienza, la solidarietà e il rispetto della terra sono valori quotidiani».
«Dobbiamo – ha detto il Ministro Crosetto, richiamando il valore della sovranità nazionale legittimata e informata da tali principi, nei settori strategici – difendere la nostra agricoltura come presidio di identità e di dignità del lavoro, senza però chiuderci. Difendere la sovranità significa proteggere ciò che ci rende unici, ma anche condividere per essere più forti insieme».
Più specificamente, sul piano internazionale dell’attualità, i lavori della prima parte della mattina del Forum sono proseguiti con gli interventi del Presidente di Italia Viva, Sen. Matteo Renzi e
del Presidente della Commissione Affari esteri e comunitari, Camera dei Deputati, On Giulio Tremonti
Renzi“ Senza politica non si va da nessuna parte” “Il problema dell’Europa sono i tecnocrati. La globalizzazione va governata.” “La difesa della Pac è una questione nazionale. Serve un patto bipartisan per l’agricoltura italiana”
“Se la politica in Europa abdica di fronte alla tecnocrazia, siamo destinati a fallire. Il problema dell’Europa oggi sono i tecnocrati, non la politica”. Così Matteo Renzi ha rilanciato un appello alla centralità della politica nel governo dei processi globali.
Sul piano internazionale, l’ex presidente del Consiglio ha richiamato il passaggio “da un mondo ordinato a un disordine globale”, analizzando la trasformazione dello scenario geopolitico rispetto a dieci anni fa. “Allora avevamo certezze – ha detto – sugli Stati Uniti, sull’Europa e persino sul ruolo della Russia e della Cina. Oggi viviamo in un mondo multipolare dove l’imprevedibilità è la regola”.
Renzi ha dedicato un passaggio al tema della sicurezza internazionale e alla posizione italiana nel conflitto in Medio Oriente: “Di fronte all’interesse nazionale e al ruolo dell’Italia nel mondo, io sono orgoglioso di dire che voteremo a favore di ciò che il ministro Crosetto proporrà per i carabinieri a Gaza. È un segnale di unità che va oltre le divisioni politiche”.
Ampio spazio a seguire dedicato al confronto sull’Europa. “Io sono un grande sostenitore degli Stati Uniti d’Europa e credo ancora nel sogno europeo – ha detto Renzi –. Ma dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che l’Europa di oggi è governata da burocrati e tecnocrati, lontani dallo spirito dei padri fondatori come De Gasperi, Schuman e Adenauer. Loro furono giganti, gli attuali leader sembrano pigmei davanti a quel sogno”.
Renzi ha quindi invitato a guardare con più realismo anche alla situazione nel mondo arabo, ricordando che “dieci anni fa c’erano gli attentati a casa nostra, oggi invece i riformisti hanno vinto e hanno messo l’Islam al riparo dagli estremisti. Non va tutto male, il mondo arabo è oggi più stabile e protagonista del nuovo ordine multipolare”.
Rivolgendosi infine al mondo agricolo, il leader di Italia Viva ha sottolineato l’importanza di governare i processi globali, non di fermarli. “Non potete bloccare la globalizzazione – ha detto – ma potete e dovete governarla, perché i prodotti italiani hanno una forza unica nel mondo. Il punto è che senza la politica non si va da nessuna parte. Se la politica rinuncia al suo ruolo, lascia spazio ai potentati e ai mercati. Il mondo sarà salvato dalla politica, non dai tecnocrati”.
Tremonti: “Fa piacere che dopo 20 anni si parli di Eurobond per la difesa”
“Fa piacere che adesso, dopo 20 anni, si parli di Eurobond per la difesa, vuol dire che le idee giuste magari in salita ma camminano”- ha affermato Giulio Tremonti.
“In Europa gli Eurobond sulla difesa furono discussi in Parlamento e devo dire con grande interesse dal lato laburista che dicevano è buona politica perché è Keynesiana, dal lato dei popolari, buona politica perché colbertiana, poi arrivò la commissione Prodi che bloccò tutto – ha ricordato Tremonti -. La costruzione di una difesa europea è il principio per la costruzione di una unità politica federale o confederale dell’Europa. E non mi sembra che questa posizione fosse contro l’Europa e contro l’Europa erano proprio gli europeisti, quindi l’esatto opposto. Oggi vedo alcuni elementi positivi: gli accordi fatti dai francesi e dagli inglesi a Northport sull’uso congiunto del nucleare. Non sarebbe male se facessero l’uso congiunto anche del voto al Consiglio dell’Onu”.
“Fondamentalmente alcuni punti ci sono, si discute di armamenti europei – ha continuato Tremonti -. L’Airbus è l’aereo più bello del mondo e l’aereo di maggiore successo al mondo, quindi è vero, l’Europa può anche unirsi con elementi di assoluto successo, l’Airbus batte il resto in assoluto. In Europa resta però la componente, diciamo tradizionale, si fa per dire: hanno fatto 397 km lineari di regole e continuano a farlo”.
