Mi sbaglierò, e lo sapremo presto, ma questa dell’ inchiesta della Procura di Milano che ha,per ora, protagonista principale il designatore degli arbitri, Gianluca Rocchi, ha tutta l’ aria di essere una resa dei conti tra due fazioni di giacchette nere o,nella migliore delle ipotesi, una serie di reazioni scomposte ad attacchi tanto trasversali quanto feroci della fazione governante. E le “polpette” avvelenate vanno servite fredde, alcune addirittura congelate se è vero che le indagini della Procura milanese sono partite dalla denuncia di un avvocato di Verona, cioè ben prima di quella dell’ ex guardalinee Rocca.
Ci si meraviglia dell’ avviso di garanzia a Rocchi? E perché mai dovremmo? Vogliamo ancora credere, dopo scandali a go-go’ che il calcio sia un refettorio di anime belle e linde?
Per ora, in attesa di giovedì, quando Rocchi si presenterà davanti al pm Ascione, bisogna andarci cauti anche se la sensazione, a differenza delle conclusioni cui giunse la Procura Federale archiviando il caso frettolosamente, è che i magistrati abbiano in mano qualcosa di “terribilmente” e “estremamente” concreto. I latini dicevano “Facta allegata et probata” documenti cioè inoppugnabili ai quali Rocchi dovrà rispondere per chiarire la sua posizione.
Ma che tipo di colloquio avrà il designatore autosospesosi con il pm? Sarà una richiesta di chiarimenti o piuttosto diventerà un vero e proprio interrogatorio al quale Rocchi dovrà in Qualche modo rispondere? E sarà dall’ atteggiamento dell’ ex arbitro che si capirà ancora di più di questo ennesimo colpo basso alla credibilità del calcio italiano. Risponderà, ma per difendersi da cosa? Sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere? Allora ci deve essere qualcosa di pesante se il suo legale gli consigliasse una strada del genere, perché sfidare la…sorte con l’ arroganza del calcolo di protezioni esterne importanti si rischia poi la derisione finale.
La verità, quella del tifoso, è che sembra tutto un incubo dove non c’ è più la casa dove ci si ritrova tutti insieme da amici anche se con qualche cattiva amicizia presente.
Gravina dimissionario, Rocchi e Gervasoni autosospesosi, Nazionale da dodici Anni senza Mondiali, Società con deficit arcimilionari…questo il quadro pietoso del calcio italiano.
La verità, almeno questa la possiamo dire.Oggi siamo deboli, smarriti, confusi e lo saremo ancora di più domani.
L’ Affaire Rocchi dopo l’ ultimo flop della Nazionale è l’ ultimo, o forse no, capitolo di una saga tutt’ altro che eroica del nostro pallone, preso a calci in modo vergognoso dai suoi protagonisti fuori campo. L’ incubo si fa definitivo, qualsiasi cosa verrà fuori da questa nuova “disgraziata”, soprattutto per i veri tifosi, maledetta storia di imbrogli e di frode perpetrata alle loro spalle.E, attenzione, l’ estremo della sfida, questa volta, non è nel fare le cose e poi non spiegarle per come sono realmente,ma dirle tutte per come sono e per come stanno. Senza veline di comodo per difendere un “Sistema” calcio ormai già collassato da tempo perché il suo essere cambiato in un’ azienda che produce spettacolo ed esige investimenti sempre maggiori non ha trovato dirigenti moderni e all’ altezza ma conservatori degni delle carte di Viareggio ( anni ’30) o dei “ricchi scemi” di Giulio Onesti (anni ’60) tra i quali i maneggioni e i furbi sguazzano a proprio piacere.
In qualunque settore della vita dove ci sono soldi e potere buttare fuori il rivale è legittimo. Dipende dal come lo fai. Nello sport in genere esiste un codice etico, il calcio ci ha insegnato che non c’ è. Perché quello che conta è vincere. In qualunque modo. Corrompendo, forse, anche la categoria che più di tutte dovrebbe garantire equità e imparzialità. Speriamo che giovedì si possa tirare tutti un sorriso di sollievo e che Ascione fra un po’ possa dire convinto “ci siamo sbagliati, per fortuna del calcio” .
Per ora però c’è solo la persistenza di un incubo infinito. E se fosse vero tutto,il tifoso confuso e smarrito dove troverebbe la voglia e la forza di ripartire? Ma soprattutto: da chi ripartire? Da dove ricominciare?
