Il saggio edito da Cacucci conquista una prestigiosa medaglia di bronzo a Pontremoli. Un viaggio originale che unisce la grande tradizione gastronomica italiana e le arti della messinscena.
PONTREMOLI – C’è anche un pezzo di grande cultura dello spettacolo partenopeo sul podio della XXI edizione del Premio Bancarella della Cucina. Il saggio di Salvatore Schiavone A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema (Cacucci Editore) ha conquistato il terzo posto alla XXI edizione del Premio Bancarella della Cucina 2026 a Pontremoli. Il riconoscimento celebra il percorso di un autore indipendente profondamente legato alle proprie radici, capace di trasformare il patrimonio culturale e gastronomico in un’opera dal respiro universale.
Il prestigioso concorso letterario di Pontremoli, svoltosi nella storica cornice della Lunigiana, ha visto trionfare La moneta bianca di Francesca Grazioli (Il Saggiatore), ma a catturare l’attenzione dei librai indipendenti e della grande giuria è stato il saggio di Salvatore Schiavone, A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema, edito da Cacucci Editore.
L’opera ha conquistato un importantissimo terzo posto a pari merito con 25 voti, posizionandosi subito dietro alla vincitrice Grazioli (36 preferenze) e a Sugo di Maria Chiara Montera (28 voti), e condividendo il gradino più basso del podio con il volume Haveli: l’India nel piatto di Giotti Singh.
Il verdetto dei giurati ha premiato un volume capace di smarcarsi dalla classica saggistica culinaria o dalla semplice raccolta di ricette. Schiavone conduce infatti il lettore in un viaggio colto e appassionato attraverso il valore culturale, sociale e simbolico che il cibo assume quando incontra la cinepresa o il palcoscenico. Nella tradizione italiana, il momento del pasto non è mai un elemento neutro: sullo schermo o davanti alla platea teatrale, la tavola diventa lo specchio dei cambiamenti sociali, delle tensioni familiari, della fame del dopoguerra o del benessere della modernità.
Il volume edito da Cacucci ha convinto la giuria proprio per questa sua visione poliedrica, capace di dimostrare come la cucina non sia solo materia per chef, ma una vera e propria chiave di lettura della nostra società e della nostra storia artistica.
A consegnare i riconoscimenti della sestina finalista – che comprendeva anche testi dedicati ai manga e alle tradizioni vinicole al femminile – sono stati l’assessore alla Cultura Annalisa Clerici, il consigliere storico Giuseppe Benelli e il presidente della Fondazione Città del Libro, Ignazio Landi, che hanno consegnato ai finalisti il tradizionale e simbolico “San Giovanni di Dio”. Con questo podio al Bancarella della Cucina, l’opera di Salvatore Schiavone si conferma come uno dei testi più originali e significativi dell’anno nell’editoria legata alla cultura gastronomica italiana.Il saggio di Salvatore Schiavone A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema (Cacucci Editore) ha conquistato il terzo posto alla XXI edizione del Premio Bancarella della Cucina 2026 a Pontremoli. Il riconoscimento celebra il percorso di un autore indipendente profondamente legato alle proprie radici, capace di trasformare il patrimonio culturale e gastronomico in un’opera dal respiro universale.
