NAPOLI – «In questa vicenda le vere vittime sono i disoccupati e gli inoccupati di lunga durata di Napoli, ai quali da anni viene promesso un percorso formativo finalizzato all’assunzione. Bene ha fatto il Ministero del Lavoro a fermare tutto di fronte all’emersione di gravissime irregolarità, alcune delle quali potrebbero assumere anche rilevanza penale. A quel punto Comune di Napoli e Regione Campania avevano un preciso dovere istituzionale: accertare fino in fondo quanto accaduto, individuare le responsabilità, allontanare chi aveva consentito o gestito quelle anomalie e mettere in campo un progetto nuovo, chiaro, limpido e trasparente. Invece si è scelta la strada più facile: stanziare nuovamente risorse pubbliche senza aver prima chiarito responsabilità, meccanismi e irregolarità. Ma se non si estirpano le cause che hanno prodotto quelle storture, mettere altri milioni nello stesso circuito significa soltanto creare le condizioni perché tutto possa ripetersi. Il resto è polemica di facciata. Ieri tutti insieme nella gestione delle politiche di consenso, oggi divisi perché è cambiato chi ne tiene in mano le leve. Ed è questo il vero cortocircuito della legalità: non ci si divide per smantellare un sistema opaco, ma per decidere chi debba gestirlo. Cambiano i musicanti, la musica resta la stessa. Noi vigileremo affinché non si consumino altri imbrogli sulla pelle di chi ha creduto nel progetto di legalità e lavoro messo in campo dal sottosegretario Claudio Durigon e dal Ministero del Lavoro. Quelle persone hanno diritto a un percorso vero, trasparente e finalmente sottratto alle logiche che hanno prodotto questo disastro». Lo afferma Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale della Lega.