La mobilitazione attorno alla Lettera aperta al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giorgetti  ha già superato quota 500 adesioni e ha prodotto un primo importante risultato.

In merito alla questione che vede 1.100 i Comuni italiani destinati al passaggio obbligatorio forzato ad AMCO, la credit management company che opera per facilitare il riequilibrio finanziario, focalizzando il suo ruolo sistemico nella gestione dei crediti deteriorati., si è tenuto a Roma l’incontro tra ASMEL l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, impegnata a sostenere le ragioni dei Comuni e il Viceministro, con delega alla riscossione, On. Maurizio Leo.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva impresso un’accelerazione decisiva per sbloccare l’operazione AMCO.  Il piano prevede l’inserimento delle nuove regole sotto forma di emendamento all’interno del Decreto Legge 107/2026 (DL Infrastrutture e PNRR) attualmente all’esame della Camera con l’introduzione di due modifiche tecniche:

  • Nuovo parametro di calcolo: il MEF ha accantonato la soglia del 17,5% che imponeva il passaggio ad AMCO sulla base sul semplice tasso di riscossione. Il nuovo indicatore prende in considerazione la “percentuale triennale di smaltimento dei residui”.
  • Definizione dell’obiettivo: si intende aggredire un “mare magnum” di 27 miliardi di euro di crediti deteriorati dei Comuni. Di questo pacchetto (che comprende tributi, canoni idrici, multe stradali e sanzioni edilizie), circa 10 miliardi sono valutati dal Tesoro come ancora recuperabili.
  • Sanatorie e tagli al Fondo di Solidarietà: per piegare le resistenze degli enti locali, nelle previsioni del MEF figura l’inserimento nel testo della legge primaria di un sistema sanzionatorio durissimo. I Comuni che non raggiungeranno le soglie di smaltimento residui e rifiuteranno il passaggio ad AMCO subiranno tagli diretti al Fondo di Solidarietà Comunale.

Le ragioni della protesta di ASMEL

“Nonostante le modifiche tecniche – aveva rilevato l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali in una lettera aperta – l’impianto della riforma conserva la sua natura dirigista e sanzionatoria, contro cui i Comuni continuano a fare fronte comune.”

In occasione dell’incontro, il Segretario Generale di ASMEL, Francesco Pinto ha consegnato al Viceministro Leo la lettera aperta e ha illustrato le soluzioni alternative in grado di superare tutti i rilievi mossi dall’Associazione.

“Ad ASMEL, infatti, – fa sapere l’Associazione – interessa poco il nome dell’Agenzia o della Società che fungerà da riscossore di ultima istanza. Anzi, ben venga AMCO che ha già ottenuto ottimi risultati con il recupero dei crediti delle banche e che certamente non potrà fare peggio di AdeR, i cui risultati sono ben noti ai Comuni che l’hanno scelta.”

È essenziale, però, secondo ASMEL, che il ricorso ad AMCO non sia obbligatorio, e che vengano confermate le potestà dei Comuni nella riscossione delle proprie entrate. Nulla da obiettare, invece, se il Governo vorrà testare le capacità di AMCO nella riscossione locale. La legge sui Comuni in dissesto, già oggi, sottrae agli Enti detta potestà: tanto vale, quindi, impegnare AMCO in questo ambito. Di certo se otterrà percentuali di incasso superiori alla media, i Comuni saranno i primi ad apprezzarlo.

In sostanza, ASMEL propone un cambio di paradigma nel processo di riforma della riscossione. Invece di imporre AMCO ai Comuni con percentuali di riscossione al di sotto di una certa soglia, la si sostituisca, senza alcun obbligo di ricorso ad AdeR (Agenzia delle Riscossioni), che ha già dichiarato di voler lasciare più volte.

“Si alzerà così –rileva l’ASMEL – il tasso di riscossione delle entrate locali, meglio dell’attuale sistema con AdeR. Ne beneficeranno anzitutto i Comuni oggi in AdeR. Ma anche gli altri Enti, per i quali, infatti, potrà in ogni caso scattare la scelta di approdare in AMCO, stimolando al contempo la competizione a fare meglio da parte degli operatori privati.”

Il Viceministro ha mostrato grande interesse per le soluzioni ASMEL e ha ribattuto chiedendo come mai queste proposte non siano state presentate da ANCI. Il Segretario Generale di ASMEL, Pinto ha sottolineato che “permane una forte concorrenza associativa tra le due sigle che di certo non fa bene ai Comuni e che è alimentata dallo stesso Governo, il quale mostra interesse ad avere come interlocutore ANCI p sempre pronta ad avallare nei fatti ogni decisione governativa. E non potrebbe fare altrimenti visto che la stragrande maggioranza delle proprie entrate proviene da commesse pubbliche.”

I dettagli della proposta di ASMEL al tavolo del MEF

Nella nota tecnica presentata al Viceministro Leo, ASMEL analizza i cortocircuiti della riforma e illustra le modifiche normative essenziali richieste dai Comuni per invertire l’attuale impianto dirigista:

  • Cancellazione dell’obbligo e delle soglie: si richiede l’eliminazione di ogni automatismo sanzionatorio legato alla “percentuale triennale di smaltimento dei residui”. L’adesione al sistema pubblico nazionale deve rimanere rigorosamente su base volontaria.
  • Intervento sul passivo e non sull’attivo: ASMEL evidenzia che le condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) colpiscono lo Stato per i debiti non pagati dai Comuni in dissesto (massa passiva). È illogico imporre riforme sulla riscossione corrente (attivo) di tutti i Comuni sani. Lo Stato deve invece impiegare AMCO nel suo ruolo naturale: gestire i crediti deteriorati comprando i debiti degli enti in dissesto per pagare subito i creditori.
  • AMCO unico riscossore pubblico (ma volontario): l’Associazione condivide la necessità di superare il duopolio con l’Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR). Propone AMCO come unico partner pubblico nazionale per le entrate locali, a patto che l’ente decida autonomamente se avvalersene o mantenere la gestione diretta/concessionaria.
  • Stop al ricatto sul Fondo di Solidarietà: la nota contesta duramente l’ipotesi di tagliare il Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) ai Comuni che non rispettino l’obbligo AMCO. Il Fondo è alimentato per il 96% da risorse proprie dei Comuni! Si tratta delle entrate IMU che il Governo incassa, tramite F24, per conto di questi ultimi a cui dovrebbe quindi riversarle integralmente. Invece, prima trattiene una piccola percentuale per finanziare l’IFEL, Fondazione ANCI. Poi decide di costituire il FSC a fini limitando il proprio apporto al 4% e utilizzando risorse non proprie per i fini perequativi imposti dalla nostra Costituzione. Oggi pretenderebbe di tagliare ancor più  risorse che dovrebbe invece riversare integralmente. Una vera appropriazione indebita che ASMEL intende contrastare a tutti i costi.
  • Trasparenza e misurazione dei risultati: si chiede che la legge imponga ad AMCO la pubblicazione annuale e aperta dei propri dati di riscossione. Saranno i Comuni a scegliere AMCO come best practice solo quando i fatti dimostreranno che riscuote meglio delle gestioni locali.

La difesa dell’art. 119 della Costituzione e delle prerogative dei territori richiede compattezza. ASMEL invita tutti i primi cittadini a sottoscrivere la lettera aperta per dare ulteriore peso politico alle proposte emendative presentate al Governo.

I Sindaci e gli amministratori locali possono consultare la documentazione completa e unirsi alla campagna cliccando sul LINK DIRETTO ALLA LETTERA APERTA E ALLA NOTA ASMEL.