NAPOLI – Stamattina dopo sei mesi di battaglia tra privati cittadini che volevano abbattere  e associazioni e comitati che volevano difenderlo è stato abbattuto il Pino novantenne di via Netti alla presenza di Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Digos e Guardia di Finanza, mancavano solo tiratori scelti e paracadutisti della Folgore. L’Amministrazione Comunale ha dato il nullaosta solo su perizia di parte non consentendo nemmeno a cittadini e associazioni di produrre una contro perizia per accertare la veridicità di quanto affermato dai privati. Avevo provato a dialogare con l’Amministrazione sulle tematiche del verde ed ho collaborato su molte iniziative a tutela del patrimonio arboreo della città, dichiara in una nota il consigliere comunale emerito Carmine Attanasio che della tutela degli alberi ha fatto uno degli scopi della propria vita! A questo punto, ha però poi detto Attanasio, la smettterò di essere collaborativo perchè questa Amministrazione è sostenuta da finti ambientalisti che, se volevano, pagavano velocemente una contro perizia o creavano il problema politico all’amministrazione cosi come facevo io quando ero in Consiglio Comunale per fare in modo che davanti alle motivate argomentazioni di cittadini ed associazioni l’Amministrazione  Comunale spendesse qualche migliaia di euro per fare una contro perizia, Purtroppo da quando è deceduta Cristina Alongi nel 2013, sotto un albero crollato in via Aniello Falcone, ed i dirigenti comunali sono finiti sotto processo, gli stessi dirigenti hanno da allora paura di esporsi in giudizi e tendono agli abbattimenti cosi come è successo negli anni precedenti a questa Amministrazione in cui è stato consentito l’abbattimento di quasi tutti gli alberi di Posillipo compresi quelli sani e diritti. Che dire, conclude poi Attanasio, hanno ammazzato immotivatamente un Pino sano, diritto e rigoglioso vincendo la loro meschina battaglia, perché pare che non volessero accollarsi i costi della manutenzione, ma di sicuro hanno contribuito al depauperamento del patrimonio arboreo della città ed in piccolo dovranno renderne conto ai loro figli e alle generazioni future che ci malediranno per quanto siamo riusciti a distruggere su questo Pianeta soltanto negli ultimi settanta anni.