Vari e stimolanti i momenti salienti della giornata di apertura della Conferenza sulla sicurezza di Monaco 2026, dal saluto ai partecipanti provenienti da tutto il mondo del presidente della Munich Security Conference Foundation, promotrice della piattaforma di intensi dibattiti sulle sfide più urgenti in materia di sicurezza a livello mondiale, l’ambasciatore Wolfgang Ischinger, al discorso del Cancelliere FriedrichMerz
“Credo – ha detto aprendo i lavori, il presidente Ischinger – che quanto accaduto a Davos un paio di settimane fa non debba rimanere necessariamente a Davos. Questa conferenza si svolge in un momento di crescente preoccupazione per la sicurezza globale, o meglio, per l’insicurezza. Mai prima d’ora, in oltre 60 anni di storia di questa Conferenza, ci sono state così tante sfide simultaneamente e piuttosto fondamentali e guerre sanguinose in Europa, intorno all’Europa e in tutto il mondo. Un ordine internazionale basato su regole, è mai esistito? C’è un motivo per cui il nostro Rapporto sulla Sicurezza di quest’anno porta il titolo: “Under destruction” (in fase di distruzione). “
“Le relazioni transatlantiche, in particolare, si trovano a un punto di svolta. Per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, la cui spina dorsale è stata proprio la relazione transatlantica, ciò rappresenta una sfida senza precedenti” – ha specificato, il presidente Ischinger, dichiarandosi, in questa situazione “molto lieto che continuino ad esistere forti legami transatlantici su entrambe le sponde dell’Atlantico” e esortando a dare tutti insieme il benvenuto alla numerosa delegazione bipartisan degli Stati Uniti d’America, intervenuta guidata dal Segretario di Stato Marco Rubio, composta da oltre 40 membri del Congresso degli Stati Uniti.
“Una cosa è chiara – ha rilevato, proseguendo nel suo intervento il presidente Ischinger -, il partenariato atlantico ha bisogno di un’Europa più forte. L’Europa deve resistere, ma potrà farlo solo se le nazioni europee resteranno unite, ancor più che in passato. Per questo motivo è motivo di immenso piacere, a nome del team della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dare il benvenuto ad un numero elevato di Capi di Stato e di governo. Un caloroso benvenuto a tutti i nostri amici e partner europei. Dobbiamo affrontare questioni fondamentali relative agli aspetti globali della sicurezza, all’intelligenza artificiale, al futuro AI cyber, al cambiamento climatico, all’energia e catene di approvvigionamento, alla salute globale, ai diritti umani e ad altre questioni che vanno oltre lo spazio euro-atlantico.”
“Sono quindi molto lieto – ha proseguito – di dare un caloroso benvenuto anche ai leader dell’Asia-Pacifico, del Medio Oriente, dell’Africa, dell’America Latina, naturalmente a tutti coloro che rappresentano i Paesi di quello che oggi viene chiamato Sud del Mondo.”
“Questo è un momento in cui occorre essere seri. Non è il momento di usare mezzi termini. Dobbiamo essere onesti riguardo alle nostre differenze, ma dovremmo cercare di contribuire a organizzare un riassetto transatlantico costruttivo, se possibile questo fine settimana- ha concluso le sue osservazioni iniziali il presidente Ischinger. ponendo con questo spirito ad alcuni presenti queste domande tratte da un lungo elenco raccolto nelle ultime due settimane:
- L’Unione Europea è disposta a mantenere la promessa di diventare un attore internazionale più rispettato?
- Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è pronto per le imminenti discussioni sul Trattato di non proliferazione?
- Gli Stati Uniti sono disposti a trattare i propri alleati come partner?
- La Cina è disposta a esercitare pressioni sulla Russia affinché ponga fine alla guerra in Ucraina?
All’intervento dell’Ambasciatore Ischinger è seguito, preceduto dai saluti del Ministro Presidente dello Stato libero di Baviera, Markus Söder, l’intervento di apertura, del cancelliere Friedrich Merz che ha delineato un “programma per la libertà”, articolato in quattro punti.
Un nuovo mondo di potenze e conflitti
“La Conferenza sulla sicurezza di Monaco – ha detto, introducendo il suo intervento il Cancelliere Merz – per oltre trent’anni, è stata un “sismografo” della politica globale: prima delle relazioni USA-Europa, poi dell’intero ordine mondiale. Oggi viviamo una svolta storica. Con la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina siamo entrati in un’epoca di conflitti aperti che stanno trasformando profondamente il mondo.
L’ordine internazionale basato su regole e diritto è in fase di dissoluzione, anzi, di fatto non esiste più. Siamo tornati alla politica di potenza. La Russia pratica un revisionismo violento; la Cina mira a ridefinire l’ordine globale a proprio vantaggio e potrebbe raggiungere parità militare con gli Stati Uniti. Il momento unipolare post-1989 è finito e la leadership americana è messa in discussione. La politica di potenza è rapida, dura, imprevedibile: sfrutta dipendenze, trasforma risorse e tecnologie in strumenti di pressione. È un gioco pericoloso, prima per i piccoli attori e poi anche per i grandi.”
La risposta europea e la responsabilità tedesca.
“L’Europa deve accettare la nuova realtà, ma non subirla. Possiamo plasmarla. Libertà, sicurezza e forza economica sono i pilastri della nostra azione. La politica estera tedesca è radicata nella dimensione europea: è nel nostro interesse pensare e agire in modo europeo.
In passato la Germania ha avuto un “surplus normativo”: grandi ambizioni senza strumenti adeguati. Ora il divario tra obiettivi e capacità viene colmato. Il potenziale europeo è enorme (PIL dieci volte superiore a quello russo), ma non pienamente sfruttato. Serve un cambio di mentalità: la libertà non è più garantita, va difesa con determinazione e anche con sacrifici immediati.
Troppo potere statale minaccia la libertà, ma anche troppo poco. La Germania deve assumersi la propria responsabilità europea: meglio una Germania attiva che una Germania inattiva.” – ha specificato il Cancelliere Merz che ha delineato una strategia incentrata sul rafforzamento della Germania e dell’Europa, definita come un “programma per la libertà” poggiata su pilastri fondamentali per la sicurezza e la sovranità.
Primo pilastro: rafforzare sicurezza e resilienza.
La priorità è rafforzare l’Europa nella NATO. Investimenti massicci nella deterrenza (impegno al 5% del PIL per la sicurezza), sostegno multilivello all’Ucraina, rilancio dell’industria della difesa, grandi progetti su difesa aerea, attacchi di precisione e tecnologia satellitare.
La Germania rafforza il fianco orientale con la brigata in Lituania e punta a rendere la Bundeswehr l’esercito convenzionale più forte d’Europa. Allo stesso tempo aumenta la resilienza interna: protezione delle infrastrutture critiche, sicurezza delle catene di approvvigionamento, difesa dell’ordine democratico. Competitività e sicurezza coincidono; l’intelligenza artificiale sarà decisiva.
Secondo pilastro: un’Europa sovrana e capace di agire. Un’Europa forte è la risposta alla nuova era. Occorre concentrarsi su libertà, sicurezza e competitività, riducendo la burocrazia e favorendo innovazione, investimenti e creatività.
L’articolo 42 del Trattato UE prevede assistenza reciproca in caso di aggressione: va reso operativo come pilastro europeo forte dentro la NATO, non in alternativa ad essa. Avviati colloqui con Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea, nel pieno rispetto degli obblighi NATO.
L’industria europea della difesa deve puntare su tre “S”: standardizzazione, produzione su larga scala e semplificazione. Anche la politica commerciale è parte della strategia: accordo UE-Mercosur, intesa con l’India e ulteriori partenariati. La Germania è al cuore dell’Europa: se l’Europa si divide, si divide anche la Germania.
Terzo pilastro: rifondare il partenariato transatlantico.
Si è aperta una frattura tra Europa e Stati Uniti. Le divergenze culturali e politiche sono reali, ma non si può archiviare il rapporto. Il partenariato va ridefinito su basi concrete e di reciproco rispetto.
La NATO resta un vantaggio competitivo per entrambi. Anche gli Stati Uniti, nell’era delle grandi potenze, non possono agire da soli. L’Europa deve costruire un pilastro forte e autosufficiente nell’Alleanza, non abbandonarla. Una relazione più equilibrata rafforzerà entrambe le parti.
Quarto pilastro: rete globale di partenariati.
Integrazione europea e rapporto transatlantico non bastano più da soli. Servono nuove partnership globali, anche senza piena convergenza di valori, ma con obiettivi condivisi.
Canada, Giappone, Turchia, India, Brasile, Sudafrica, Stati del Golfo e altri sono partner chiave. L’obiettivo è un ordine internazionale fondato su accordi rispettati, soluzione pacifica dei conflitti e centralità del diritto internazionale.
La scelta storica.
“La Germania conosce le conseguenze di un mondo in cui la forza prevale sul diritto. Oggi sceglie una strada diversa. La più grande forza resta la capacità di costruire alleanze basate su diritto, rispetto e fiducia.
Dopo il 1945 furono soprattutto gli Stati Uniti a ispirare questa visione. Su questa base la NATO è diventata l’alleanza più forte della storia. Restare fedeli a questa idea — con determinazione, solidarietà e coraggio — significa garantire un futuro non oscuro, ma più forte, per le nuove generazioni” – ha concluso il Cancelliere Merz.

